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Ricerca sanitaria: appannaggio del Nord la metà dei progetti

Nord pigliatutto o quasi visto che metà della ricerca sanitaria è appannaggio delle Regioni settentrionali, con la Lombardia in prima fila a incassare più fondi di tutti con ben 109 progetti vincenti.

Tra questi ben 30 hanno il sigillo dell’ospedale San Raffaele, primo tra gli Irccs sia per la ricerca finalizzata che per quella destinata ai giovani cervelli under 40. A debita distanza ci sono i centri del Lazio con meno della metà dei progetti lombardi: 46 in tutto. Comunque una performance altissima. Al Sud, invece, nonostante i buoni risultati di alcuni istituti, la ricerca biomedica e quella clinico-assistenziale restano molto indietro: in tutto i centri del Meridione si vedono finanziare 29 progetti sui 295 complessivi che nel 2009 hanno incassato il disco verde dal ministero della Salute. In pratica meno del 10%, contro il 50% del Nord e il 35% del Centro.

Sono alcuni dei dati del bando 2009 della ricerca sanitaria del ministero della Salute che ha messo in palio 100 milioni e che sono ampiamente analizzati su il numero de “Il Sole 24 Ore Sanità” in uscita.

La settimana scorsa la Commissione nazionale della ricerca sanitaria (Cnrs), presieduta dal ministro della Salute professor Ferruccio Fazio, ha infatti approvato il 9 giugno 2011 la graduatoria dei progetti vincitori del bando giovani ricercatori e ricerca finalizzata relativo ai fondi 2009.Tra i 2.755 progetti presentati a maggio 2010 ne sono stati selezionali 295 progetti (174 clinico assistenziali e 121 biomedici) che coprono tutti i settori medici, con una particolare presenza delle neuroscienze, dell’oncologia, della genetica e della cardiologia. L’analisi dei progetti ha coinvolto circa 800 scienziati valutatori dell’NIH-CSR statunitense, e due “study session” costituite da ricercatori italiani residenti da più di dieci anni all’estero. Ogni progetto è stato valutato in modo anonimo da tre revisori che successivamente si sono conosciuti e hanno concordato la valutazione finale. Le due “study session” hanno analizzato i progetti su cui i tre revisori non avevano raggiunto l’accordo.

Per la prima volta i finanziamenti sono stati assegnati direttamente ai ricercatori e non alle istituzioni sanitarie o di ricerca. “Con i nuovi criteri adottati per la valutazione dei progetti di ricerca – ha detto il ministro della salute Ferruccio Fazio – abbiamo garantito trasparenza e imparzialità nell’assegnazione dei finanziamenti, valorizzazione dei ricercatorie promozione dei giovani: sui 100 milioni assegnati, ben 41 andranno infatti a 128 progetti presentati da giovaniricercatori, 12 milioni in più dei 29 previsti dalla legge. In Italia lavorano ottimi giovani ricercatori che vanno incentivati arestare nel nostro Paese. C’è ancora molto da lavorare, ma siamo sulla strada giusta”.

Ecco il numero dei progetti selezionati per categoria di finanziamento:

128 progetti per la componente Giovani Ricercatori

174 progetti per la componente Area Clinico Assistenziale

121 progetti per la componente Area Biomedica

21 progetti per la componente Malattie Rare

16 progetti per la componente Cellule Staminali

15 progetti per la componente IZS

12 progetti per la componente Sicurezza Alimentare

10 progetti per la componente Sicurezza sui Luoghi di Lavoro

I progetti vincitori possono essere riportati in più di un elenco qualora soddisfino le specifiche previste per diverse aree di finanziamento, ma verranno finanziati solo una volta. Sul portale ricerca del ministero della Salute (workflow) tutti i ricercatori che hanno presentato un progetto potranno avere accesso con la propria password ai giudizi emessi dai valutatori e dalle “study session”. I documenti e i verbali delle valutazioni saranno disponibili on line entro un settimana.

Intanto giovedì 23 si attende il via libera della Conferenza Stato-Regioni al bando 2010 – anch’esso aniticipato su Il Sole-24 Ore Sanità in uscita domani – che mette in palio 85 milioni e prevede Una tra tutte è sicuramente l’invito a tutti i protagonisti del Servizio sanitario nazionale a mettersi in gara e a scommettere sulla ricerca: a cominciare dalle imprese, da quelle del farmaco fino a quelle che producono dispositivi medici (ma l’invito è aperto a tutti, compreso chi non lavora nella Sanità e anche alle società «di diritto pubblico»). Da quest’anno, infatti, anche le aziende potranno partecipare al nuovo bando. Con la promessa, però, che le imprese si impegnino a cofinanziare almeno al 50% i progetti da realizzare insieme a ricercatori e strutture del servizio pubblico.

Non è tutto. Archiviati i tentativi poco fruttuosi degli ultimi anni di riportare in Italia i nostri migliori cervelli fuggiti all’estero il nuovo bando del ministero la Salute gioca la carta, fortemente voluta dal ministro Ferruccio Fazio, delle alleanze e delle sinergie: in pratica ci saranno 10 milioni di euro a disposizione per finanziare progetti di collaborazione tra ricercatori italiani e colleghi connazionali che lavorano all’estero.

13 giugno 2011 – sanita.ilsole24ore.com

 

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