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Riforma pensioni, Governo convoca i sindacati il 27 luglio. Il punto prima della pausa estiva sullo stato di avanzamento del confronto su politiche del lavoro e previdenziali

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha invitato i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil a un incontro che si terrà giovedì 27 luglio, alle ore 17, presso la sede del Ministero. L’incontro è finalizzato a fare il punto, prima della pausa estiva, sullo stato di avanzamento del confronto in materia di politiche del lavoro e previdenziali. E’ quanto si legge in una nota del ministero.

Al centro della discussione ci sarà la cd. fase due della previdenza abbozzata nel verbale dello scorso anno con alcune modifiche sul sistema contributivo; ma sicuramente l’incontro sarà anche occasione per ribadire la necessità di congelare “la scala mobile” che automaticamente sposta in là l’uscita, per ripensare tutto il meccanismo, magari con diverse finestre a seconda del lavoro svolto. Una posizione appoggiata dal Parlamento, con uno schieramento bipartisan che ha visto insieme i due presidenti delle commissioni Lavoro, Cesare Damiano e Maurizio Sacconi.

I punti della fase “Due”

I capitoli da affrontare in questa tappa sono stati già delineati nell’accordo del 28 settembre ed includono la “pensione contributiva di garanzia” per i giovani, il rilancio della previdenza complementare con la parificazione tra pubblico e privato, l’eliminazione del vincolo sulla misura dell’assegno per chi è nel contributivo (si punta a togliere il vincolo di 1,5 volte l’assegno sociale per chi esce a 66 anni e 7 mesi e ridurre da 2,8 a 1,5 volte il vincolo per chi esce a 63 anni e 7 mesi), la “valorizzazione” del lavoro di cura a fini previdenziali (la proposta dei sindacati è di uno sconto di un anno per ogni figlio e ulteriori agevolazioni per chi assiste i disabili), la rivalutazione degli assegni al costo della vita, la questione del recupero del potere d’acquisto delle pensioni, la separazione da previdenza e assistenza.

I punti della Fase “Uno”

L’incontro dovrà fare il punto anche sulla fase uno che è rimasta in parte ancora inattuata. Non è ancora decollato l’APe volontario, cioè l’anticipo pensionistico garantito dal sistema bancario ed assicurativo con costi interamente a carico del pensionato, nè è ancora possibile il cumulo dei periodi assicurativicon le casse dei liberi professionisti con un rimpallo di chi si debba fare carico dei costi di tali anticipi. All’appello manca anche il decreto ministeriale contenente le semplificazioni per l’accesso alla pensione per gli addetti ai lavori usuranti. Sindacati e parte dei partiti politici premono poi per una revisione delle platee dei lavoratori interessati all’APe sociale e al pensionamento con i requisiti contributivi ridotti (pesa in particolare la chiusura ai lavoratori licenziati che non hanno avuto accesso agli ammortizzatori sociali ad esempio per mancanza dei requisiti o per non aver prodotto la domanda di Naspi nei previsti dalla legge, 68 giorni dal licenziamento); si chiedono anche alcuni correttivi all’ottava salvaguardia pensionistica e la proroga dell’opzione donna in vista del sottoutilizzo delle risorse stanziate per tali canali di pensionamento.

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21 luglio 2017

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