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Rovigo. Indagine su cane abbandonato e soppresso. L’Ordine dei veterinari deciso a fare chiarezza chiede alla Procura l’accesso agli atti

L’episodio dell’abbandono e dell’uccisione del cane, indesiderato dal suo padrone, su cui la Procura di Rovigo ha aperto un’indagine, non passerà nel dimenticatoio. Anche l’ordine professionale dei medici veterinari della provincia di Rovigo vuole vederci chiaro.  

«L’ordine dei veterinari è venuto a conoscenza la settimana scorsa dalla stampa dell’intervenuta soppressione di un cane ad opera di un collega veterinario su richiesta del proprietario – scrive in una nota Andrea Feliciati, presidente dell’ordine dei veterinari rodigino -. Detta soppressione sarebbe avvenuta in assenza di una legittima motivazione e conseguentemente in violazione di quelli che sono i doveri deontologici del medico veterinario. L’Ordine Professionale ha chiesto l’accesso agli atti avanti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Rovigo per poter ricevere notizie da fonti certe e potersi attivare per chiedere i chiarimenti necessari al collega coinvolto nella vicenda. Se le notizie della stampa venissero confermate, l’Ordine Professionale condanna fermamente l’accaduto e si attiverà nelle dovute sedi contro il collega eventualmente ritenuto responsabile della vicenda in oggetto».E conclude: «Ci costituiremo parte civile in un eventuale processo penale azionato nei confronti del responsabile di un fatto che presenta indubbi aspetti di rilevanza penale».

L’istanza dell’Ordine prende spunto dalla notizia riportata nei giorni scorsi da numerose fonti giornalistiche: il proprietario di un cane per liberarsene lo getta dal finestrino dell’auto mentre percorre la Transpolesana, in Polesine. Il cane non muore: ferito, viene salvato da una giovane del posto che si attiva per fargli prestare le prime cure. Il cane viene restituito poi al proprietario risultante dalla lettura del microchip. A questo punto il padrone del cane riporta il suo animale da un altro medico veterinario e lo fa sopprimere. Il medico veterinario che aveva prestato le prime cure all’animale, dopo aver saputo che il suo collega aveva accettato di praticargli l’eutanasia, si è rivolto alle forze dell’ordine denunciando il fatto.

Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero Fabrizio Suriano e il proprietario del cane è ora indagato per maltrattamenti e uccisione di animale e rischia da 4 mesi a due anni di reclusione. Da chiarire anche la posizione del veterinario che ha praticato l’eutanasia.

La nota dell’Ordine

11 marzo 2015 

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