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Sanità. Anpo dice «no» ai trasferimenti in Azienda Zero. I primari bocciano l’accordo regionale. Caso forum Leopolda, Cgil: «Spesi 15mila euro proprio mentre si taglia»

E adesso si muove l’Anpo. L’Associazione nazionale primari ospedalieri, con una lettera firmata dal presidente regionale Valentino Miconi e dal componente del direttivo Marco Pradella e indirizzata alla Direzione risorse strumentali dell’area sanità della Regione Veneto, dichiara che non firmerà l’accordo sindacale che fissa il trasferimento di personale dalle aziende sanitarie alla neonata Azienda Zero, con sede a Padova a Passaggio Gaudenzio. Il peso di questo sindacato, che si muove compatto, si aggiunge a quanto già espresso dai rappresentanti scaligeri nel doppio incontro con tutte le categorie di lavoratori interessate, in Azienda ospedaliera universitaria integrata e all’Ulss 9 Scaligera, lunedì.

Allora, il dottor Claudio Costa e l’avvocato Maria Luisa Miazzi, in rappresentanza della Regione, avevano raccolto alcune adesioni ma un gran numero di no o astensioni da parte delle 24 sigle sindacali coinvolte. Anche a livello regionale, inoltre, a macchia di leopardo si sta diffondendo nei confronti dell’ accordo proposto un certo dissenso, del quale si sta facendo da tempo portavoce Cgil Funzione pubblica.

L‘Anpo contesta in particolare il punto 6 dell’accordo: «Ricollocazione del personale in esubero». «La prima parte del testo lascia intendere che il dirigente non avrebbe conseguenze negative», si legge nella lettera, «invece il richiamo alle norme art.9, comma 32, dl 78 del 2010 e art.1 comma 18 del dl 138/2011 significa esattamente il contrario». La posizione di Anpo è chiara, la esprime il dottor Pradella: «Se queste norme sono obbligatoriamente applicabili in Veneto, perché ci chiedono il consenso? Se invece non sono applicabili, non si applicano».

Per Anpo ci sono altre strade per garantire il lavoro degli eventuali dirigenti che risultassero in esubero dopo la costituzione dell’organico di Azienda Zero, previsto a regime a gennaio 2018. «Ad esempio il ricollocamento», sintetizza Pradella.

Negativo il parere sull’accordo anche per quanto riguarda i tagli lineari ai fondi degli stipendi del personale delle aziende di origine per garantire quelli della Zero. Proprio per discutere del taglio di 1.039.081 euro all’anno ad Aoui e Ulss9, a fronte del previsto trasferimento di 49 figure professionali da Verona a Padova (ma i numeri in realtà saranno più bassi), Cgil Fp sta organizzando assemblee dei lavoratori: saranno 30 nei vari reparti e realtà del veronese, a cominciare dal prossimo giovedì 5 ottobre.

Intanto Cgil Fp contesta anche l’utilizzo delle risorse deciso da Azienda Zero, che parteciperà oggi e domani con uno stand alla Leopolda di Firenze al Forum sulla Salute 2017 dedicato alla sostenibilità nel settore sanitario. Nel decreto del commissario di Azienda Zero, Mauro Bonin, vengono destinati 15 mila euro alla società Koncept per rientrare tra gli espositori dell’evento, per avere un ritorno di visibilità, oltre che come occasione di confronto, per Azienda Zero. Scrive il segretario regionale di Cgil Fp, Daniele Giordano: «L’Azienda Zero così comincia malissimo. Questa spesa arriva proprio mentre la Regione ha previsto il più grande taglio lineare della storia sui fondi contrattuali del personale, già impoveriti dall’assenza del contratto nazionale da sette anni, a favore dei super amministrativi di Azienda Zero». (Francesca Mazzola)

L’ARENA DI VERONA – Venerdì, 29 settembre 2017

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