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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Sanità Veneto. Fondi alle Asl, arriva la popolazione “pesata”
    Notizie ed Approfondimenti

    Sanità Veneto. Fondi alle Asl, arriva la popolazione “pesata”

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche5 Febbraio 2012Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Nel riparto la Regione dovrà tenere conto anche di età e patologie gravi che colpiscono gli abitanti. A Vicenza 1.623 euro pro capite “solo” 1.493 al Veneto Orientale. Le fasce d’età più costose: neonati e chi ha più di 75 anni

    Chi ha più di 75 anni costa cinque volte in più rispetto a chi ha meno di 40 anni. Le due fasce “anagrafiche” più costose sono gli ultra75enni e i neonati. Fino ad un anno di età ognuno di noi pesa sulle casse della sanità pubblica per 5.300 euro, in media. Oltre i 75 anni per 5.200 euro. Solo 900 euro tra i 15 e i 44 anni.

         Ecco perchè non ha senso la ripartizione dei fondi regionali per la sanità in base alla popolazione. Ed ecco perchè la Regione ha deciso di iniziare a ragionare sulla popolazione “pesata”. Che cosa significa? Che oltre al numero di abitanti per ogni Azienda sanitaria si calcolano anche le specificità. Era già così, in parte, perchè, ad esempio, Belluno riceve più soldi per il fatto che è una Asl di montagna, così come Venezia riceve più quattrini perchè ha le isole. Ma bisognava per forza introdurre altri parametri e cioè l’età e le patologie. Mettendo insieme tutti questi parametri si ha la popolazione “pesata”. E vuol dire, per capirci, che, fatti 100 mila gli abitanti di una Asl, chi ha un residente con più di 75 anni riceverà quattrini come se avesse 102 mila abitanti, chi invece ha un residente che ha 15 anni, riceverà soldi per 99 mila abitanti. Calcolo fatto a spannoni, ma per illustrare il meccanismo che porta alla ricalibratura dei fondi assegnati ad ogni Asl. Perchè, ad esempio, si scopre che, in base ad età e patologie, ci sono alcune Asl che hanno più malati e più anziani e ricevono meno soldi di altre Asl.

         Casi clamorosi? Più d’uno. Vicenza nel 2011 dovrebbe ricevere, secondo le stime della Regione, 503 milioni e rotti di euro per una popolazione “pesata” di 310 mila abitanti. Significa 1.623 euro per ogni abitante. Confrontiamo l’Asl di Vicenza con quella del Veneto Orientale. Ebbene in questo caso la ripartizione pro capite è di 1.493 euro a testa. Sono 130 euro di differenza. Tantissimi, se calcolati sul totale della popolazione. Ma anche Chioggia prende poco: 1.499 euro ed Este: 1.507. Solo Belluno riesce a vincere su Vicenza con i suoi 1.624 euro a testa. Che cosa significa questo? Che se si misurano i quattrini che la Regione Veneto destina alla popolazione in base al numero degli abitanti più il numero degli ultra75enni – o dei neonati – più il numero dei malati di malattie serie e dunque costose – soprattutto tumori – si scopre che vengono dati più soldi a chi ha meno bisogno.

         La popolazione pesata, tra l’altro, non tiene ancora conto delle variazioni di abitanti durante l’anno e si calcola al 31 dicembre di ogni anno. Ma potrebbe accadere che un mlato muore il 1 gennaio e per un anno intero l’Asl che l’aveva in carico riceve i fondi come se fosse ancora in vita. Oppure potrebbe essere, come capita a Venezia, che ci siano 20 milioni di turisti e quasi 12 mila persone che risultano domiciliate nel veneziano anche se non sono residenti. Vuol dire che lavorano e vivono a Venezia e dunque usufruiscono dei servizi sanitari, ma l’Asl veneziana non incassa un centesimo per loro. Anzi, i quattrini per quei domiciliati vanno ancora all’Asl di residenza. Questo spiega perchè nel corso degli anni molte Asl – non tutte – abbiano alzato la voce sostenendo che la ripartizione pro capite non ha senso. E questo spiega perchè anno dopo anno la Regione abbia apportato un sacco di correttivi al parametro della ripartizione pro-capite. Ma il correttivo dei correttivi è per l’appunto quello di iniziare a ragionare sulla popolazione “pesata” introducendo cioè tutte le variabili che in sanità “pesano” molto e cioè, in primis, l’età e i malati di tumore. Lo studio, che entrerà a far parte del prossimo libro bianco della Regione Veneto permetterebbe a questo punto di ricalibrare il riparto del fondo sanitario Asl per Asl in base alle esigenze della popolazione.

    Gazzettino – 5 febbraio 2012

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