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Scontro Guidi-Lorenzin. Farmacie, si cerca mediazione prima del Cdm. Il ministro della Salure smorza i toni ma conferma la contrarietà

Una guerra di religione, una guerra di posizione, una guerra di mercato. Farmacie private versus Gdo e parafarmacie. Come ai tempi delle lenzuolate di Bersani e della stretta di Balduzzi. La nuova ondata di liberalizzazioni allo studio che sottrarrebbe altri pezzi di esclusività alle farmacie private e alle comunali convenzionate col Ssn, sono al centro delle fatiche anche del Governo di Matteo Renzi.

Con tanto di ministre-contro, Beatrice Lorenzin alla Salute e Federica Guidi allo Sviluppo, e di disfide non solo filosofiche che hanno fatto riesplodere la polemica. Che si farà parecchia fatica a ricomporre in vista del Cdm dei venerdì 20 febbraio nel quale dovrebbe approdare il disegno di legge annuale sulla concorrenza promosso da Guidi.

Le partite sul tappeto sono due: la concessione o meno dei farmaci C con ricetta (pagati dai cittadini) ancheaparafarmacieeGdo, el’ampliamento ulteriore del numero delle farmacie convenzionate. La ministra dello Sviluppo è per le liberalizzazioni, Lorenzin per il mantenimento dello statusquo. Col risultato che dopo l’annuncioconferma dell’altro giorno della Guidi che il suo Ddl tratterà di farmacie, la ministra della Salute è andata su tutte le furie: «qui tocca a me decidere», è stata più o meno la replica privata ma non troppo. Fatto sta che ieri Lorenzin ha dato la sensazione di smorzare i toni. Ma nontroppo.«Nessunoscontrocon la Guidi. Cercheremo di arrivare a una composizione nel Governo entro il Cdm del 20», ha fatto sapere dopo un incontro la sera prima con la collega, che si sarebbe riservata di «ragionare in modo complessivo all’interno del Governo e di fare un approfondimento».

Toni smorzati fino a un certo punto, a conferma della spaccatura. Perché la titolare della Salute ha confermato che terrà il punto (www.ilsole24ore.com di giovedì) soprattutto contro lo sbarco di altri farmaci nei supermercati, mentre in gioco ci sono anche le parafarmacie. Dove, come nella Gdo, al bancone ci sono farmacisti.

«La nostra contrarietà – ha detto Lorenzin – è per motivi sanitari e di sicurezza dei pazienti, anche perché con l’acquisto nei supermercati potrebbe aumentare l’abuso di farmaci». Ma non solo, ha aggiunto: ci sarebbero motivi di tenuta della spesa cui hanno collaborato le farmacie, sebbene i farmaci C non siano pagati dal Ssn. Di più: c’è il rischio, secondo Lorenzin, di chiusura per le farmacie rurali, nei piccoli comuni e di crisi per tutto il settore, che ha chiuso il 2014 con un mercato totale flat, con i farmaci rimborsati e quelli di classe C in calo nel complesso in calo del 2,5%. «Abbiamo più farmacie che caserme dei carabinieri», ha concluso contro l’aumento delle farmacie.

Aspettando le scelte del Governo, le categorie alzano le barricate. «Lorenzin difende la casta», la replica delle parafarmacie. «Di nuove liberalizzazioni la farmacia muore», dice l’Ordine dei farmacisti (rappresenta sia titolari che dipendenti) che teme concentrazioni e integrazioni verticali, e vede come il fumo negli occhi la Gdo. La grana è appena agli inizi.

Il Sole 24 Ore – 7 febbraio 2015 

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