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Scoperti macello e allevamento abusivo nel Veronese. Sequestrati 700 animali

Denunciato un 36enne cinese. Scene da film horror: carcasse, liquami e frattaglie. Operazione delle Fiamme gialle. Intervento dei veterinari dell’Ulss 21

Scoperto e sigillato lager di animali

L’Arena – 16 gennaio 2011

16_35_are_f1_608_mediumUna «fattoria degli orrori», un lager per gli animali. Questo ciò che si è presentato venerdì sera agli occhi di due agenti della Guardia di Finanza di Rovigo quando sono arrivati in una casa di campagna di Menà, adibita ad allevamento e a macello abusivo. Le fiamme gialle, condotte all’abitazione da un autista fermato poco prima alle porte di Rovigo – poi rivelatosi lo stesso proprietario dell’allevamento-macello – hanno scoperto centinaia di animali allevati in condizioni igienico sanitarie aberranti, in mezzo a rifiuti, interiora, eternit e sporcizia di ogni genere. Lì, in un appezzamento di terra recintato, nascosto dalla strada da vegetazione, e attiguo alla casa dell’allevatore, le bestie pascolavano e vivevano. Quando erano pronte, venivano macellate a colpi di mannaia e di coltello e quindi vendute a ristoranti, probabilmente a prezzi stracciati.

La scoperta del lager degli animali – finora sfuggito a qualsiasi controllo, ma ben avviato – è stata fatto dalla Guardia di Finanza di Rovigo, coordinata da Maria Concetta Di Domenica, capitano della Compagnia. Venerdì una pattuglia di finanzieri era in servizio a Rovigo, alla fine della Transpolesana. Verso le 16 è stato fermato un furgoncino, per una ispezione di routine, guidato da un cittadino di origine cinese. Quando gli agenti hanno chiesto al conducente di aprire il vano posteriore, hanno scoperto decine di casse contenenti anatre, polli, colombi e altri volatili, macellati e pronti per essere consegnati a ristoranti o macellerie. Viste le condizioni di trasporto della carne, i finanzieri si sono fatti accompagnare dall’uomo nella sua abitazione, a Menà di Castagnaro, in via Sant’Agostino.

CIMG2062Dopo la stradina bianca che porta ad un casolare fatiscente, la prima immagine è stata quella di un cane legato e di un teschio di caprone. Ma era solo l’inizio: via via sono comparsi bidoni pieni di interiora di animali, pezzi di carne sparsi ovunque e decine di recinti con all’interno animali in condizioni igienico sanitarie spaventose. Nelle gabbie delle anatre c’erano dei topi morti. Ma la «scelta» era vasta: l’uomo, Z.C., 36 anni, residente da 5 a Castagnaro, allevava anche capre, maiali, fagiani, oche, tacchini, cerbiatti, faraone, colombi torraioli (volatili protetti). Sul posto sono intervenuti i veterinari dell’Ulss 21, che hanno rilevato subito che si trattava di un allevamento abusivo – e di un macello altrettanto abusivo – condotto senza alcun rispetto per nessuna delle norme in vigore, comprese quelle sul maltrattamento degli animali, per non parlare di quelle igienico sanitarie. Tutti i 611 animali – tanti erano presenti nel cascinale – erano costretti a vivere in spazi angusti tra escrementi, carcasse, rifiuti di ogni tipo tra i quali anche l’eternit. Le tecniche di macellazione praticate dal cinese – e dalla moglie e forse anche da due connazionali presenti nella loro casa, che però si sono detti estranei all’attività – erano raccapriccianti. Gli animali venivano prima legati e poi uccisi a colpi di mannaia e spennati ed eviscerati in una baracca vicino all’abitazione, oppure nel campo attiguo, in totale mancanza di igiene. La carcasse venivano poi messe in casse per essere consegnate ai clienti, probabilmente in un vasto raggio tra il veronese e il rodigino, considerata la quantità di bestiame e di volatili presenti.

La Procura di Rovigo – con il magistrato Sabrina Duò – ha predisposto il sequestro dell’allevamento e di tutti gli animali; Z.C è stato denunciato di conduzione di allevamento e macello abusivo, di smaltimento illecito di rifiuti e di maltrattamenti su animali. Le indagini sul «lager» sono solo all’inizio: si dovrà appurare dove veniva venduta la carne, chi l’acquistava, se era destinata all’alimentazione umana. Oltre ad altri eventuali complici. La moglie non è stata denunciata.

Scoperto il macello degli orrori 

il Gazzettino – 16 gennaio 2011

CIMG2069_animErano probabilmente destinati a ristoranti del Polesine gli animali allevati e macellati abusivamente nella campagna di Menà di Castagnaro, nella Bassa Veronese, appena al di là del confine col rodigino. A scoprire una situazione agghiacciante, in un’abitazione isolata, che ha portato al sequestro di 700 animali, un immobile, un camion e una certa quantità di antibiotici, sono stati i finanzieri della Compagnia di Rovigo, ieri pomeriggio. Tutto era iniziato il giorno precedente, quando, verso sera, le fiamme gialle avevano fermato, non lontano da Rovigo, un camion guidato da un cinese trentaseienne, Z.C. Nel cassone sono state trovati diversi animali macellati evidentemente da poco, malriposti in sacchi di plastica. In un cartone alcuni esemplari di piccioni torraioli vivi, una specie protetta. Insieme parecchi secchi contenenti frattaglie e residui della macellazione. Il magistrato di turno, Sabrina Duò, subito avvertita, aveva disposto il sequestro del mezzo e degli animali, e la perquisizione domiciliare della persona alla guida del furgone.

E qui, ai militari, si sono presentate scene degne di un film horror. Animali morti, carcasse, liquami di natura biologica, strutture parzialmente realizzate in eternit. Nelle vicinanze della casa di Menà, in un campo e nei vigneti, recinti e gabbie. Dentro oltre 700 animali tra anatre, oche, faraone, polli, capre, tacchini, fagiani, maiali, cani e daini, oltre che di circa 50 piccioni già trovati morti nelle voliere. Adibito a macello, il pianterreno dell’abitazione, dove sono stati rinvenuti, unici attrezzi da lavoro, mannaie e coltelli. Segno che gli animali venivano uccisi nella sofferenza, senza stordimento o altro. La macellazione avveniva in totale spregio sia delle norme sanitarie e comunitarie, ma anche delle più comuni misure igieniche ispirate dal buon senso.

CIMG2076_uccelliSul posto sono intervenuti quattro veterinari dell’Ulss 21 di Legnago che hanno eseguito prelievi sugli animali vivi e morti, anche per accertare la loro specie. Uno dei daini era gravemente ammalato. Trovato anche un medicinale antibiotico senza alcuna prescrizione. Per constatare le violazioni in materia ambientale sono intervenuti la polizia provinciale di Verona e i tecnici Arpav. Le indagini per accertare la provenienza degli animali e la destinazione delle carni macellate proseguono. L’attività del cinese, che era arrivato a Menà con la moglie nel 2005, era totalmente sconosciuta al Fisco

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