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Sì Senato al decreto su spending review, provvedimento passa Camera

Via libera del Senato al Dl spending review, che ora passa alla Camera. I sì sono stati 236, 5 i no e 30 astenuti. Il provvedimento passa adesso all’esame della Camera.

Il passaggio del decreto al Senato non è stato indolore per il governo: mercoledì è stato approvato in Aula un emendamento della senatrice Poli Bortone che vieta i tagli agli organi costituzionali, emendamento cui il governo aveva dato parere negativo. Tra le principali misure che hanno ottenuto il semaforo verde di palazzo Madama, la certificazione dei crediti delle imprese verso la Pa, il termine del 30 settembre di quest’anno per la presentazione da parte del Governo al Parlamento del programma di tagli strutturali. Vengono poi definiti i poteri del supercommissario Enrico Bondi, che potrà fare affidamento anche sulla Guardia di Finanza per raggiungere i suoi obiettivi di contenimento della spesa pubblica.

Il testo, che passa ora all’esame della Camera, ha subìto una serie di modifiche tra cui quella che limita solo al capitolo della spesa sanitaria il potere autonomo del Commissario straordinario, Enrico Bondi, di rideterminare i livelli di spesa nelle Regioni in deficit. Come previsto dall’emendamento approvato dall’Aula e presentato da Mariangela Bastico (Pd) e Paolo Tancredi (Pdl), che modifica il comma 2, dell’articolo 2 del ddl in materia di Razionalizzazione della spesa pubblica, stabilendo che dopo le parole: «indiretta e», sono inserite le seguenti parole: «, limitatamente alla spesa sanitaria,».
 
Grazie agli emendamenti dei due relatori in commissione Bilanci, il Senato ha anche sbloccato i debiti sanitari delle Regioni in Piano di rientro.

Ecco la ricostruzione dell’articolo 2 del ddl con le modifiche (in grassetto) apportate al Senato.

Articolo 2
Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi

1. Nell’ambito della razionalizzazione della spesa pubblica ed ai fini di coordinamento della finanza pubblica, di perequazione delle risorse finanziarie e di riduzione della spesa corrente della pubblica amministrazione, garantendo altresì la tutela della concorrenza attraverso la trasparenza ed economicità delle relative procedure, il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze e del Ministro per i rapporti con il Parlamento delegato per il programma di Governo, può nominare un Commissario straordinario, al quale spetta il compito di definire il livello di spesa per acquisti di beni e servizi, per voci di costo, delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario svolge anche compiti di supervisione, monitoraggio e coordinamento dell’attività di approvvigionamento di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni, anche in considerazione dei processi di razionalizzazione in atto, nonché, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, attività di ottimizzazione, in collaborazione con l’Agenzia del demanio, dell’utilizzazione degli immobili di proprietà pubblica, anche al fine di ridurre i canoni e i costi di gestione delle amministrazioni pubbliche. Il Commissario collabora altresì con il Ministro delegato per il programma di governo per l’attività di revisione della spesa delle pubbliche amministrazioni.

2. Tra le amministrazioni pubbliche sono incluse tutte le amministrazioni, autorità, anche indipendenti, organismi, uffici, agenzie o soggetti pubblici comunque denominati e gli enti locali, nonché le società a totale partecipazione pubblica diretta e indiretta e, LIMITATAMENTE ALLA SPESA SANITARIA, le amministrazioni regionali commissariate per la redazione e l’attuazione del piano di rientro dal disavanzo sanitario. Ciascuna amministrazione può individuare, tra il personale in servizio, un responsabile per l’attività di razionalizzazione della spesa pubblica di cui al presente decreto; l’incarico è svolto senza corresponsione di indennità o compensi aggiuntivi.

3. Per la definizione del livello di spesa di cui al comma 1, nelle regioni, salvo quanto previsto dal comma 2, il Commissario, nel rispetto del principio di sussidiarietà e di leale collaborazione, formula proposte al Presidente della regione interessata, comunicandole al Ministero dell’economia e delle finanze.

Astensione dell’Idv nel voto
«Anche questo provvedimento per ridurre la spesa pubblica è un’occasione mancata» e «gli emendamenti sono stati vergognosamente distribuiti secondo una logica da manuale Cencelli: un po’ al Pdl e un pò al Pd». Lo ha detto in Aula il senatore Alfonso Mascitelli, capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione Bilancio, annunciando il voto di astensione da parte del suo gruppo al dl sulla Spending Review.

Tra acquisti centralizzati con parametri Consip ai poteri di Bondi
I parametri prezzo-qualità individuati dalla Consip diventano «imprescindibili» per le amministrazioni pubbliche. Arriva la certificazione dei crediti delle imprese verso le pubbliche amministrazioni, comprese le Regioni sottoposte a piani di rientro da extra-deficit nella sanità. È prevista anche la compensazione dei crediti vantati verso lo Stato con le cartelle esattoriali. Il supercommissario Enrico Bondi potrà decidere di tagliare autonomamente la spesa sanitaria delle Regioni in deficit, e dunque commissariate, ma non potrà intervenire sugli altri capitoli del bilancio. Non solo: Bondi potrà intervenire con le forbici sulle società a totale partecipazione pubblica ma anche su quelle «non quotate controllate da soggetti pubblici».

ilsole24ore.com – 7 giugno 2012

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