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Sicurezza alimentare: poche etichette sui banchi dei mercati rionali

L’ultimo rapporto del Movimento di Difesa del Cittadini rivela che, in molti casi, nei mercati rionali italiani non vengono rispettate le norme in materia di etichettatura. L’informazione più diffusa in etichetta è quella sul prezzo, mentre l’anonimato la fa da padrone sull’origine dei prodotti.

Secondo l’ultimo rapporto del Movimento di Difesa del Cittadino, nei mercati rionali di Italia si rispettano sempre meno le norme in materia di etichettatura. Secondo l’ultimo rapporto del Movimento di Difesa del Cittadino nei mercati rionali di Italia si rispettano sempre meno le norme in materia di etichettatura.

Dei 450 banchi dei mercati rionali che sono stati monitorati in 8 Regioni italiane – Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche e Toscana – solo il 26% dei banchi di ortofrutta (era il 34% lo scorso anno) e il 34% dei banchi del pesce (era il 37% lo scorso anno) hanno superato la prova dell’applicazione delle norme sull’etichettatura e più in generale di quelle forme di trasparenza che aiutano il consumatore a orientarsi verso la scelta che considerano migliore.

Tra le Regioni più virtuose ritroviamo la Lombardia per i banchi della categoria dell’ortofrutta e la Liguria per quelli dell’ittico. Il 71% dei banchi in Lombardia sono provvisti di indicazioni su prezzo, varietà e origine dei prodotti. La Liguria, invece, con l’80% dei banchi si conferma la più in regola per i banchi dei prodotti ittici.

Per entrambi i comparti la maglia nera va alla Calabria. In questa Regione nessuno dei banchi visitati è in regola per il settore ittico e solo l’1% per quello ortofrutticolo.

In generale, l’informazione più diffusa in etichetta è quella sul prezzo (83% per l’ortofrutta e 80% per il pesce), mentre l’anonimato la fa da padrone sull’origine dei prodotti: solo 4 banchi su 10 indicano la provenienza di frutta, verdura e pesce.

L’anonimato la fa da padrone sull’origine dei prodotti: solo 4 banchi su 10 indicano la provenienza di frutta, verdura e pesceAnche il riferimento alla ‘categoria o varietà’ di appartenenza è un elemento molto poco diffuso ed è resa nota solo dal 28% dei banchi di ortofrutta e dal 43% dei banchi ittici per quanto riguarda il metodo di produzione.

“La situazione quest’anno è particolarmente allarmante – ha dichiarato Silvia Biasotto, responsabile Sicurezza Alimentare di MDC – essenzialmente perché i risultati di rispetto delle norme in materia di etichettatura nei mercati rionali non fanno altro che peggiorare. Eppure, visto che sono anni che l’obbligatorietà in etichetta di importanti informazioni (come l’origine) è in vigore per questi due comparti ci dovremmo aspettare un miglioramento. Come abbiamo più volte ribadito non si può definire una vittoria l’obbligo per legge di indicare la provenienza di un cibo se poi questa non viene rispettata”.

“I controlli lungo la filiera ci sono – ha aggiunto Biasotto – lo confermano i dati che pubblichiamo ogni anno in occasione della presentazione del rapporto Italia a Tavola (MDC; Legambiente) che raccoglie le operazioni della quasi totalità delle istituzioni preposte ai controlli nella sicurezza alimentare. Si può però fare di più, con ispezioni più mirate. Avremo pertanto cura di inoltrare questo rapporto alle istituzioni di competenza, proprio per dare il nostro contributo a un sistema di controllo a tutela della salute dei cittadini sempre migliore”.

Il Cambiamento

24 dicembre 2010

 

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