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Specializzazioni mediche. Tar: “Miur proceda a scorrimento graduatorie su posti programmati e finanziati vacanti”

Ordinanza dei giudici amministrativi: “È meritevole di considerazione la segnalata carenza di personale medico specializzato, con conseguente interesse anche pubblico alla massima possibile copertura dei posti disponibili, in quanto al mero spostamento all’anno successivo dei fondi assegnati corrisponde un ritardo nella formazione di professionalità, ritenute necessarie per il sistema sanitario nazionale”. L’ORDINANZA

“Riassegnazione – in via eccezionale e, presumibilmente, “una tantum” – da parte del Miur dei posti programmati e finanziati, rimasti liberi nelle scuole di specializzazione alla data di inizio dei corsi o nella fase immediatamente successiva”. È quanto ha stabilito il Tar del Lazio con un’ordinanza.

Il T.A.R. ha argomentato la propria scelta ritenendo di “meritevole di considerazione la segnalata carenza di personale medico specializzato, con conseguente interesse anche pubblico alla massima possibile copertura dei posti disponibili, in quanto al mero spostamento all’anno successivo dei fondi assegnati corrisponde un ritardo nella formazione di professionalità, ritenute necessarie per il sistema sanitario nazionale” e rimettendo all’Amministrazione, che già lo scorso anno aveva subito analoga condanna dal Consiglio di Stato e riassegnato 214 posti rimasti vacanti, “la scelta di effettuare, o meno, una distribuzione straordinaria dei posti rimasti liberi, senza rimettere in discussione quelli già assegnati (e, quindi, senza osservare l’ordine di graduatoria, per motivate superiori ragioni di interesse pubblico)”.

“Si tratta – precisano i legali -di una vittoria che da seguito alle prime, ormai storiche, affermazioni di questo principio stabilite da TAR e Consiglio di Stato con riferimento ai ricorsi individuali vinti nel 2015 e 2016. Per la prima volta, tuttavia, il T.A.R. Lazio, supera la propria teoria sull’assegnazione dei posti vacanti a tutti i partecipanti alla selezione anche non ricorrenti. Ha pesato, probabilmente, oltre alla peculiare situazione attuale della carenza di medici anche la recentissima sentenza del T.A.R. Firenze che non ha usato mezze parole nel definire “isolata” la posizione dei Giudici di Via Flaminia su tali principi”.

“Quella del T.A.R. Lazio – proseguono i legali –  è una scelta tanto ragionata – giacché i giudizi sono incardinati da diversi mesi durante i quali i Giudici hanno imposto istruttoria – quanto coraggiosa certamente utile ad affrontare una situazione sulla carenza di medici che le Regioni ed il Ministero della Salute hanno battezzato come drammatica. Mentre in alcune Regioni si stanno richiamando i medici in pensione o dall’estero, il MIUR da 3 anni lascia vacanti centinai di posti vacanti. Solo con il nuovo bando, emesso qualche giorno fa, finalmente, il Dicastero dell’Istruzione, recependo i principi delle nostre azioni, ha modificato proprio la clausola oggi sospesa dal T.A.R.”.

13 maggio 2019
Quotidiano sanita


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