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Legge Stabilità, l’ultimo assalto. Regioni, più Irpef e Irap

Nel 2013 saltano quoziente familiare e esenzione per i redditi bassi. Una quindicina di miliardi di euro, in più anni. Tanto valgono le ultime modifiche alla legge di Stabilità, l’ultimo provvedimento della legislatura, letteralmente presa d’assalto dalla maggioranza.

Il testo del disegno di legge è finalmente approdato ieri pomeriggio nell’aula del Senato, con centinaia di interventi aggiuntivi approvati nel corso della nottata dalla Commissione Bilancio. Nel pacchetto dell’«ultim’ora» c’è di tutto: i fondi per la Tav Torino-Lione, quelli per Finmeccanica, per la Sla, per i policlinici universitari, per i maestri di sci, per il garante dell’infanzia. Salta l’obbligo dei pneumatici da neve in autostrada in caso di precipitazioni abbondanti. Prorogate al 2020, per cinque anni, le concessioni demaniali su porti, fiumi e laghi analogamente a quanto deciso per le spiagge.

E c’è anche qualche aumento delle tasse, almeno potenziale. Il Senato, infatti, ha deciso di allentare alcuni vincoli fiscali cui sarebbero state sottoposte le Regioni nel 2013. L’aumento dell’addizionale Irpef sulle persone fisiche oltre lo 0,5% sarebbe stato possibile solo per quelle che non avessero anche aumentato l’Irap sulle imprese. Invece nel 2013 potranno alzare tutte e due le imposte. Sempre nel 2013 era prevista la possibilità per le Regioni di esentare il pagamento di una parte delle addizionali (quella eccedente lo 0,5%) i redditi bassi, e di tener conto del quoziente familiare nel calcolo dell’imposta. Se ne parlerà, in entrambi i casi, solo nel 2015.

Il rischio di un aumento generalizzato delle tasse regionali è remoto, perché il tetto di spesa del Patto non consentirebbe alle Regioni di utilizzare il maggior gettito, ma la porta, è aperta, almeno per quelle che avranno necessità di far quadrare i conti e ridurre il disavanzo.

Tra gli emendamenti approvati in nottata anche l’apertura della gare per le nuove sale dedicate ai giochi online, che ha fatto infuriare il governo, e l’esenzione dall’Irpef per le pensioni di guerra. La maggior parte delle modifiche votate dalla Commissione, in ogni caso, riguarda aumenti della spesa pubblica. Per tutti i gusti. Ci sono otto miliardi di euro di finanziamenti per il gruppo Finmeccanica per i prossimi 16 anni, anche se i primi soldi veri arriveranno nel 2016. C’è uno stanziamento di 2,1 miliardi per la Tav Torino-Lione per i prossimi 14 anni, poi 80 milioni per la pedemontana del Piemonte, 30 per la statale tirreno-adriatica, altri 30 per il settore della pesca. Tra le nuove spese approvate, 115 milioni di euro per i malati di Sla e la non autosufficienza, 70 milioni di euro per le assunzioni nel comparto della sicurezza, 13 per la continuità territoriale delle isole siciliane, sei per i Comuni montani, cinque per il Corpo della Guardia Forestale, 10 per il dissesto idrogeologico dell’Abruzzo. E, ancora, un milione per le celebrazioni di Giuseppe Verdi, 800 mila euro alla Fondazione della Levi Montalcini, un milione per i partigiani, 130 mila euro per il Castello di Udine, 500 mila per la Lega contro i tumori, un milione per il Garante dell’infanzia. Al Bambin Gesù, ospedale romano gestito dal Vaticano, vanno 12,5 milioni, al Gaslini di Genova cinque, mentre per i policlinici universitari gestiti da atenei privati ci sono 52,5 milioni di euro.

Una pioggia di denaro, l’ultima che distribuirà questo Parlamento, se è vero, come pare, che il presidente della Repubblica scioglierà le Camere tra sabato e domenica. L’orientamento del governo a far svolgere le elezioni il 24 febbraio ha decisamente rasserenato gli animi nel PdL, che puntando a quell’obiettivo avevano decisamente rallentato i lavori parlamentari. L’ipotesi che circolava in mattinata di un’approvazione definitiva della legge di Stabilità, che deve tornare alla Camera, tra Natale e Capodanno perde consistenza. Ieri il governo ha posto la questione di fiducia che sarà votata oggi stesso dal Senato. Sgombrato dal tavolo il nodo della data del voto, la Camera potrebbe dare il suo sì definitivo sabato.

Mario Sensini – Il Corriere della Sera – 20 dicembre 2012

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