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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Stamina, bufera sulla nuova Commissione: “Il presidente non ha le giuste competenze”
    Notizie ed Approfondimenti

    Stamina, bufera sulla nuova Commissione: “Il presidente non ha le giuste competenze”

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche24 Gennaio 2014Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Paolo Bianco, direttore del Laboratorio staminali della Sapienza, accusa il neonominato Mauro Ferrari, dopo aver sentito una sua intervista alle Iene. Il programma tv chiama in causa anche l’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi

    ROMA – Riflettori nuovamente puntati sul caso Stamina. Ad alimentarlo, una volta di più, la trasmissione “Le Iene”. Al centro delle polemiche, stavolta, un lungo servizio mandato in onda nell’ultima puntata, a tarda serata, in cui si faceva il punto della situazione sulla sperimentazione e sulle inchieste riguardanti Davide Vannoni. Un riepilogo in pillole di quasi tre anni di trame scientifico-giudiziarie che ha generato un botta e risposta a distanza tra il neopresidente del Comitato ministeriale, Mauro Ferrari, e l’esperto di staminali Paolo Bianco. Ma anche la dura reazione dell’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi.

    Nel corso del servizio, oltre a riepilogare i passaggi principali della vicenda Stamina, gli autori hanno, infatti, voluto anche rispondere a quanti li accusano di parzialità a favore dei malati seguaci del metodo e di non aver dato sufficiente spazio a medici e scienziati.

    Per questo sono andati direttamente alla fonte intervistando Mauro Ferrari, presidente del nuovo Comitato scientifico che fa capo al ministero della Salute, chiamato ad esprimersi sulla validità del metodo e ad avviare l’eventuale sperimentazione. “E’ naturale – ha detto Ferrari – che questa sia una situazione complicata, poiché questo è il primo caso importante relativo alla così detta medicina rigenerativa in Italia, e questa avrà aspetti enormi che impatteranno sulla medicina stessa”. Riferendosi, inoltre, alla complessità del caso e della decisione su cui pronunciarsi Ferrari ha sottolineato come in questo momento si debba pensare soltanto al bene dei pazienti. “Se la situazione sarà gestita bene, questo caso  – ha sottolineato – potrebbe rappresentare un’occasione per l’Italia; potrebbe essere lei il Paese guida (nella ricerca sulle staminali)”.

    Un intervento che non è andato giù a Paolo Bianco, direttore del laboratorio cellule staminali dell’università Sapienza di Roma e tra i critici della prima ora del metodo Stamina. “Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin – ha tuonato Bianco – dovrebbe riconsiderare la sua scelta. Matematico e ingegnere, oltre che imprenditore biotech, il professor Ferrari non ha competenza scientifica in materia di staminali mesenchimali o di malattie neurologiche, né ha titolo per visitare pazienti o esaminare cartelle cliniche”. Ha definito anche “sconcertanti” le sue parole: “Ferrari dovrebbe evitare di parlare prima di essere nominato e prima di consultare la commissione che dovrebbe presiedere”.

    Ma la bufera si abbatte anche sull’ex ministro della Salute, Renato Balduzzi. Sempre secondo “Le Iene” infatti era lo stesso ministero che indirizzava i pazienti agli Spedali civili di Brescia per effettuare le infusioni di cellule staminali. Durante il servizio mandato in onda ieri vengono mostrati documenti dello stesso dicastero (datati agosto 2011) che confermerebbero come i responsabili ministeriali segnalassero e mandassero pazienti a Vannoni e agli Spedali per ricevere il trattamento previsto dal metodo Stamina. Un fatto a conoscenza anche della regione Lombardia e dell’Agenzia per il farmaco.

    Furiosa la replica di Balduzzi, che respinge con forza al mittente le accuse di connivenza. “Fatti relativi a comportamenti di singoli funzionari, che hanno risposto a richieste di informazioni – sottolinea Balduzzi – si riferiscono a un’epoca precedente al mio mandato (che ha ricoperto a partre dal novembre 2011) e va tenuto presente che chiarezza sulla vicenda Stamina si è avuta solo nel 2012 dopo le ispezioni di Nas e Aifa”. Ma in ogni caso, prosegue, informazioni fornite da funzionari su richiesta di pazienti “in nessun modo si possono configurare come un avallo da parte del ministero. Io non ho mai indirizzato alcuno né a Brescia né altrove e penso valga anche per i miei predecessori”

    Repubblica – 24 gennaio 2014 

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