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Stamina e vaccini a rischio. I falsi miti della Sanità. Il ministero della Salute contro la disinformazione: ecco i luoghi comuni pericolosi

Paolo Russo. «Più spendi e meglio ti curi», «gli immigrati ci stanno riportando malattie scomparse», «un bell’antibiotico al primo segno di febbre e tutto passa», «ci propongono vaccini inutili solo per venderli». E così via perché i falsi miti in sanità si fa fatica a contarli. Tant’è che il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per smontarli uno ad uno, ieri ha messo a confronto per un’intera giornata a Roma oltre un centinaio tra scienziati, medici, pazienti, giornalisti, uomini dello sport e dello spettacolo.

Una kermesse che di luoghi comuni ne ha messi nel tritacarne parecchi. Compreso quello «dei costi delle siringhe» nel quale è incappato giorni fa anche il premier Matteo Renzi. Come se fosse quello a condizionare i conti della nostra sanità pubblica, visto che, come ha spiegato la direttrice del settore dispositivi medici del ministero, Marcella Marletta, per le siringhe si spendono 306 milioni di euro a fronte di una spesa complessiva di 110 miliardi. E poi «nell’88% dei casi costano 0,11 centesimi».

Gli studi

Ma i luoghi comuni che nuocciono gravemente alla salute sono altri. «Cominciando da Stamina, un esempio – ha ricordato Lorenzin – di come la disinformazione possa creare danni incredibili, per arrivare al falso mito che vuole le vaccinazioni causa dell’autismo, quando proprio i vaccini sono l’Abc della salute». Parole che seguono la pubblicazione sulla rivista Jama dell’ennesimo studio che nega qualsiasi correlazione tra disturbo autistico e vaccino trivalente. Il problema resta quello di un Paese a basso tasso di alfabetizzazione scientifica. «La cura Vannoni non esiste ma il pericolo non è scampato», ha messo in guardia il ministro, rivelando che «con i Nas abbiamo affrontato almeno altri dieci piccoli casi Stamina». «Casi dietro i quali c’è un’anti-scienza organizzata con operazioni di marketing». Danni per miliardi.

C’è chi specula

Come c’è chi specula sui rischi sanitari dell’immigrazione clandestina ignorando che quasi sempre gli immigrati arrivano sani e si ammalano qui per le condizioni di vita disastrose. Proseguendo nella carrellata dei luoghi comuni c’è quello che «con la fine dell’eroina la droga non sarà più un problema» e invece i Sert sono pieni. Altro mito da sfatare quello della pillola che esclude rischi di malattie sessualmente trasmissibili. «Naturalmente non è vero – mette in chiaro il rettore dell’Università di Brescia, Sergio Pecorelli – mentre è vero che ogni partner è a rischio di Hpv ( il papilloma virus) e che bisogna vaccinarsi». Altro? L’accusa di spendere troppo in sanità, smentita dai dati che indicano quella pro-capite italiana come la più bassa d’Europa.

I problemi veri

False verità che distolgono l’attenzione dai problemi veri. Come quello di un servizio sanitario nazionale che a furia di tagli inizia a perdere colpi. «Per decenni è stato il migliore al mondo ora siamo al terzo posto. Dobbiamo tendere a salire e non ad arrivare al quarto», detto Lorenzin. Che intanto proprio oggi dovrà vedersela con le Regioni per trovare la quadra sull’ennesima manovra sanitaria da 2,3 miliardi. Che una spinta verso l’alto difficilmente potrà darla.

La Stampa – 23 aprile 2015 

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