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Stefano Bonaccini eletto all’unanimità presidente delle Regioni. Il primo impegno: «L’Emilia Romagna non sarà più a capo commissione Sanità»

Il nuovo presidente della Conferenza Stato-Regioni è, come si attendeva, il governatore dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini. Da settimane accreditato come “papabile” e indicato il 10 dicembre in un vertice Pd al Nazareno, Bonaccini è stato eletto all’unanimità. Succede a Sergio Chiamparino, che si era dimesso il 22 ottobre scorso per la vicenda dell’extra-deficit certificato dalla Corte dei conti alla Regione Piemonte, poi parzialmente sanata dal decreto salva-debiti varato dal Governo .

Commissione non sarà più presieduta da Emilia Romagna

«La Regione Emilia Romagna rimetterà il coordinamento della Commissione sanità della Conferenza. Sarà nella disponibilità di una discussione che faremo e verrà assegnata ad altri». Lo ha chiarito il neopresidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini, rispondendo ai giornalisti sulla presidenza della Commissione sanità, una delle più importanti, per ora presieduta dall’assessore emiliano Sergio Venturi.

Chi è il neo presidente

Dopo il “filo-renziano” Chiamparino, il “renzianissimo” Bonaccini avrà accanto il presidente della Liguria Giovanni Toti, confermato alla vice presidenza.

Bonaccini è nato a Modena il 1967. Dal 1999 al 2006 è stato assessore al Comune di Modena con delega ai Lavori pubblici e in precedenza ha ricoperto il ruolo di assessore alle Politiche Giovanili nel comune di Campogalliano. È stato consigliere comunale a Modena dal 2009 al 2010, anno in cui è stato eletto consigliere regionale in Emilia Romagna. Numerosi gli incarichi ricoperti nel Pd nazionale e regionale di cui è stato è stato segretario regionale. È stato eletto presidente della Regione Emilia Romagna il 23 novembre 2014.

Il presidente e il vicepresidente sono eletti in prima o in seconda votazione all’unanimità dei presenti, con voto palese e votazione separata. Dalla terza votazione viene eletto presidente, con voto segreto e limitato a una preferenza, il componente che abbia raggiunto la maggioranza assoluta dei voti degli aventi diritto. Ma non si va mai alla conta e si cerca l’accordo politico più ampio possibile.

Sole sanità – 17 dicembre 2015 

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