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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Studio Lancet. «Influenza A, morti sono 15 volte di più»
    Notizie ed Approfondimenti

    Studio Lancet. «Influenza A, morti sono 15 volte di più»

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche26 Giugno 2012Nessun commento2 Minuti di lettura
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    Il nuovo calcolo fatto dal Cdc di Atlanta e basato su un modello matematico: i decessi sarebbero tra 151.700 e 575.400

    MILANO – L’influenza A, o H1N1, è stata molto più letale di quanto calcolato all’indomani della pandemia del 2009, con un numero di morti superiore di almeno 15 volte a quello stimato. Il nuovo calcolo è del Cdc di Atlanta, ed è stato pubblicato dalla rivista Lancet. Nel primo anno della pandemia sono stati calcolati dai laboratori di tutto il mondo 18.500 decessi a causa del virus: diversi i valori della nuova stima, basata su un modello matematico che tiene conto dei dati di 12 Paesi a diverso tenore di vita proiettandoli poi sul resto della popolazione globale.

    NUOVO CALCOLO – Secondo il nuovo calcolo i morti da H1N1 sono stati tra 151.700 e 575.400, molti più quindi di quelli ufficiali, concentrati per il 59% in Sud Asia e Africa. «Questi numeri non sono ancora da considerare preoccupanti, ma sfatano il mito secondo cui la cosiddetta influenza suina era meno pericolosa di quella stagionale – commenta Giovanni Rezza, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) -. La verità è che anche l’influenza da H1N1 era pericolosa, e l’unico fattore che ha tenuto basso il numero dei casi è che non ha colpito gli anziani, che probabilmente erano protetti dal fatto che un virus simile era già circolato nei decenni passati».

    VACCINO – Secondo l’esperto i dati confermano l’importanza della vaccinazione: «Anche questo studio ha dimostrato che tra i giovani e alcune categorie a rischio come le donne in gravidanza o gli obesi la pandemia era pericolosa almeno quanto quelle stagionali – afferma Rezza -. Questo già si sapeva all’epoca, e per questo gli esperti incitavano a vaccinarsi, ma l’invito non è stato accolto».

    Lapresse – 26 giugno 2012

     

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