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Tante riunioni e firme: cosa basta per premiare un dirigente. L’inchiesta di «Report» sugli incentivi di risultato nel pubblico impiego: costano 800 milioni l’anno

Mancano le risorse? Bisogna tagliare? Sono stati aboliti i consigli provinciali per risparmiare 110 milioni di euro? «La sforbiciata» , nuova inchiesta di Report in onda stasera su Raitre, ne parla a profusione, valutando pro e contro, ma non prima di averci spiegato dove, per esempio, sarebbe possibile «sforbiciare» senza ridurre i servizi ai cittadini. E dove?

Milena Gabanelli e il suo staff ci sveleranno a quanto ammonta la spesa, in soli premi di risultato (senza dunque contare stipendi e altre voci) per l’«esercito» dei 48 mila dirigenti di Regioni, Comuni, ministeri: ben 800 milioni di euro.

Nell’esempio raccontato dalla stessa Gabanelli, i dirigenti del ministero dell’Agricoltura prendono in media uno stipendio di 55 mila euro all’anno, più 65 mila euro per la posizione, più 36 mila euro di «fissi», a cui si aggiunge un premio di obiettivo (o risultato) di ulteriori 35 mila euro all’anno. Tutti i 48 mila dirigenti della Pubblica amministrazione, da Nord a Sud, ottengono sempre il premio di risultato. Ma a chi dovrebbe andare un premio di risultato? A chi ha ottenuto buoni risultati, in termini di efficienza della pubblica amministrazione. In Gran Bretagna, soltanto un dirigente su 4 riesce a ottenere il premio di risultato. In Italia il 100 per cento. Come è possibile? Sono davvero tutti così bravi?

Report scopre, nei servizi realizzati in giro per l’Italia da Bernardo Iovane, che gli obiettivi che i dirigenti si danno per ottenere il premio di risultato sono del genere: indire un certo numero di riunioni. Oppure: apporre un certo numero di firme. O ancora, come avviene per i dirigenti del ministero dell’Economia: far pervenire le delibere entro 5 giorni (con la posta elettronica bastano pochi minuti) dal Consiglio della giustizia tributaria alla Direzione della giustizia tributaria.

Il presidente del Piemonte Sergio Chiamparino ai microfoni di Iovane s’indigna e dichiara che questi non sono obiettivi ma «ordinaria amministrazione», il ministro Graziano Delrio sorride ironico: «Certo, l’indicatore “numero riunioni” non mi pare un indicatore vero…». Bisogna fare dunque qualcosa di concreto, dicono i politici. Intanto, basta farsi due conti: se fossimo agli standard britannici, i premi li daremmo soltanto ad un dirigente su 4 (ma bisognerebbe rendere gli obiettivi più difficili), con un risparmio di 600 milioni all’anno in soli premi di risultato. Non è poco.

Stasera si parlerà anche di sindaci che devono fare i presidenti di Province senza alcun compenso, di ulteriori tagli alle Province con conseguente impossibilità di riparare le buche delle strade o aggiustare le scuole. E si scoperchierà una pentola rimasta finora a bollire nell’ombra: a Roma, oltre 1.500 imprese dichiarano la propria sede legale presso un indirizzo fittizio, quelli che il Comune concede ai senzatetto. Nuovi «paradisi fiscali» .

Mariolina Iossa – Il Corriere della Sera – 19 aprile 2015 

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