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Tanti controlli negli agriturismi. Vademecum per non sbagliare. Le 1.465 aziende venete sono oberate dalle ispezioni di 20 enti diversi, spesso per gli stessi motivi

Valeria Zanetti. Poco meno di 1.500 aziende agrituristiche in Veneto sono oberate dai controlli di 20 diversi enti. Ma chi deve vigilare su cosa? Non sempre è chiaro neppure a chi gestisce le attività, sottoposte all’esame di Comune di appartenenza, Provincia, Regione, Nas, Finanza, Ulss, solo per fare alcuni esempi, pur in presenza di una normativa nazionale che consentirebbe di razionalizzare gli accessi nell’impresa agricola, ricorrendo a una banca dati comune. Agriturist, associazione dei titolari di agriturismi di Confagricoltura, dopo aver presentato in accordo con i colleghi di Cia-Turismo Verde, Copagri-Agrivacanze e Coldiretti-Terranostra, le criticità in Regione, ha realizzato il primo vademecum véneto per gli imprenditori del settore, che potranno evitare di incorrere in errori o sanzioni. Redatta con la collaborazione di Confagricoltura Veneto, la guida di una trentina di pagine sarà stampata, distribuita a tutte le aziende Agriturist ha realizzato una guida sugli adempimenti burocratici. La maggior parte delle copie finirà nel Veronese, in testa per numero di strutture, 399.

In Veneto, secondo i dati aggiornati (al 1 marzo di quest’anno, ndr) della Regione, gli agriturismi sono 1.465, di cui 968 offrono solo ospitalità, 129 fanno agricampeggio e 744 svolgono attività di ristorazione. In alcuni casi le aziende offrono sia ospitalità, sia ristorazione. Dietro Verona, Treviso 318, Vicenza 236, Padova 213, Venezia 131, Belluno 118 e Rovigo 50. «L’agriturismo rappresenta l’1,74% delle strutture e l’1,87% dei posti letto disponibili nelle strutture delle sette province. Le aziende nel 2015 hanno registrato l’1,47% degli arrivi e l’1,24% delle presenze», segnalano daAgriturist Veneto.

Il vademecum contiene un capitolo dedicato ai requisiti per aprire l’attività, compresi quelli relativi agli immobili e agli adempimenti necessari sotto il profilo burocratico. Altre sezioni sono dedicate alle caratteristiche che le strutture devono possedere per l’ospitalità al chiuso e all’aperto, per i servizi di ristorazione e gli spuntini, con gli ultimi aggiornamenti introdotti dalla recente normativa regionale, che ha fissato le nuove percentuali di provenienza dei prodotti. Alcune pagine riguardano anche piscine e centri benessere. Infine, un’ampia appendice approfondisce le competenze e i controlli in materia di agriturismo, passando in rassegna punto per punto i compiti di ogni ente di vigilanza. Si parla, anche di fisco e dei relativi adempimenti.

«La guida consentirà agli operatori di capire come potersi tutelare anche nel caso di visite di fimzionari, durante l’attività lavorativa», dice Leonardo Granata, presidente veneto dell’associazione, «È insensato che le aziende ricevano ispezioni a raffica da enti che non sanno uno cosa fa l’altro, spesso sulle medesime cose. La situazione deve cambiare».

La soluzione? Applicare il decreto 22 luglio 2015, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 252 del 29 ottobre dal titolo «Istituzione del registro unico dei controlli ispettivi sulle imprese agricole», che azzererebbe la ripetizione delle ispezioni con identica finalità da parte di enti diversi. ·

L’Arena – 26 aprile 2017

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