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Tartarughe, serpenti e ragni l’incubo arriva dai tropici. Aumentano gli abbandoni di specie spesso pericolose per l’uomo

Antonella Mariotti. A vederle così paiono anche belle e «socievoli». In realtà quelle due piccole tartarughine di appena trenta centimetri – la specie si chiama «tartarughe serpentine» – possono aggredire e dare morsi dolorosi per il malcapitato. Sono state trovate per strada tra corso Emilia e corso Vercelli, non lontano dalla Dora dove forse l’ex proprietario voleva finissero per sopravvivere. A prenderle in custodia sono stati gli uomini del Cities, agenti del Corpo forestale.

La segnalazione è arrivata da un cittadino «spesso infatti sono proprio i cittadini che ci contattano – spiega Valerio Cappello, comandante a Biella e che coordina il Cities -, oltre alle normali attività investigative. Per esempio alcuni rivenditori legali di animali esotici possono avere un commercio parallelo e illegale».

Il giro d’affari

E non stiamo parlando di piccole cifre o malfattori di poco conto, in Italia il giro d’affari è intorno ai due miliardi di euro, nel mondo si arriva a 40 miliardi di dollari.

Le due tartarughe sono «classificate, dal nostro ordinamento giuridico, quali animali pericolosi dei quali è vietato non solo il commercio, ma anche la detenzione da parte di privati. È verosimile che siano state abbandonate da qualcuno che le aveva indebitamente acquistate e che non è più stato in grado di gestirle» scrivono dalla Forestale. «Il serpentello preso dieci anni fa, come anche l’iguana acquistata con la moda del film “Jurassic Park” – spiega Cappello – adesso misurano da un metro e mezzo a tre. E così non si è più in grado di gestirli, fanno paura, in questi ultimi anni sono in aumento i ritrovamenti proprio per questa ragione, sono animali acquistati prima del 2000 a volte».

Nelle case

Pare che gli animali preferiti dai torinesi siano pitoni, iguane e rapaci, alla Commissione animali esotici composta anche da veterinari che decide se si possono tenere o no in casa arrivano in media 300 richieste l’anno di animali «regolari». A stima – sempre la commissione – calcola che siano almeno il doppio quelli «clandestini». A Torino infatti ci sono collezionisti, molti anche di ragni: «Magari non pericolosi – dice Cappello – ma ci sono persone che hanno la casa piena di teche con ragni di ogni specie, anche molto grandi. Anni fa abbiamo trovato in una casa con teche di ragni anche un crotalo».

I furti

Tutti questi animali comunque costano molto, anche quelli acquistati regolarmente, come i pappagalli (esotici ma abbastanza comuni): si parte dai 300 euro fino ai 2000. «Esistono pappagalli senza prezzo – dice Cappello – la specie Ara spix, (quello tutto azzurro; ndr) estinta, ma di cui un collezionista straniero ha trenta esemplari dal valore incalcolabile». Facendo un rapido giro sul Web un uovo di pappagallo Ara, non raro, può costare cento euro. «Ecco perchè adesso li rubano – conclude Cappello – sono furti a basso rischio ed alto profitto, se si cercano pappagalli rari con una ventina di furti l’anno si riesce a sopravvivere». La legge prevede sanzioni penali, ma si tratta pur sempre di multe e a volte l’arresto fino a 2 anni, poca cosa: «Anche i grandi trafficanti rischiano volentieri, per loro 50 mila euro di multa è come pagare le tasse…» conclude Cappello. Intanto le due tartarughe viaggiano verso un centro a Perugia dove vivranno senza provocare danni.

La Stampa – 17 gennaio 2015 

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