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Terra dei Pfas, chiesti a Miteni 500 mila euro. Oggi i lavoratori in sciopero per presidiare la Regione. Previsto un incontro di una delegazione con l’assessore all’ambiente

E adesso la «Terra dei Pfas» presenta il conto: 500 mila euro chiesti dall’associazione nata a Padova contro l’inquinamento delle falde ai vertici della Miteni di Trissino (la ditta contro cui è puntato il dito di ambientalisti e inquirenti) e alla Regione Veneto. La causa è stata depositata ieri mattina nelle cancellerie del tribunale civile della città del Santo dall’avvocato Giorgio Destro, rappresentante legale dell’associazione. Secondo la tesi dell’avvocato Destro e dell’associazione, che conta più di cento iscritti tra le province di Padova, Vicenza e Rovigo, le colpe sarebbero da dividere tra l’azienda di Trissino e i vertici di Palazzo Balbi.

Da una parte, si legge nelle conclusioni dell’esposto, la Miteni è ritenuta responsabile «per l’inquinamento delle acque superficiali e del sottosuolo, a seguito dell’immissione nell’ambiente dei propri prodotti chimici tossici, persistenti e bioaccumulabili nell’ambiente e negli organismi viventi»: un comportamento che, scrive ancora l’avvocato, ha messo in allarme gran parte dei veneti impauriti dalla possibilità di venire contagiati da «gravi patologie». Dall’altra parte invece per l’associazione c’è il comportamento della Regione, rea di «mancata vigilanza» sulle emissioni della Miteni (per cui la «Terra dei Pfas» aveva chiesto il sequestro a gennaio) e per la «mancata adozione di provvedimenti idonei ad impedire il protrarsi di tali fatti»: insomma per aver chiuso più di un occhio nonostante il problema della presenza di sostanze perfluoroalchiliche (i Pfas) in alcune falde e in acque superficiali della provincia di Vicenza fosse stato segnalato il 4 giugno 2013 dal Ministero dell’Ambiente, seguito nel luglio 2013 dall’Arpav di Vicenza.

Secondo l’esposto, la Regione, pur avvertita, non avrebbe fatto nulla, eccezion fatta per l’imposizione di filtri a carbone per le acque potabili. La Regione sarebbe rimasta sorda anche al grido d’allarme lanciato da una nota del Direttore generale della Sanità veneta, Domenico Mantoan, che invitava Palazzo Balbi a darsi da fare. E intanto proprio oggi i lavoratori della Miteni saranno in sciopero per presidiare la Regione dove è previsto un incontro di una delegazione sindacale con l’Assessore all’ambiente Giampaolo Bottacin.

Nicola Munaro – Il Corriere del Veneto – 28 marzo 2017

 

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