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Terzo trimestre 2011. Le Asl pagano sempre più tardi

Esplodono i ritardati pagamenti delle Asl alle industrie farmaceutiche: nel terzo trimestre dell’anno sono arrivati mediamente a 262 giorni, il 12% in più in un anno, con punte di 734 giorni di attesa nel Molise e di 681 in Calabria.

Un credito insoluto che vale 4 miliardi e che crea un gap di competitività e di potenziali investimenti perduti per le industrie che operano in Italia calcolato in 5 miliardi rispetto alla Germania, 3 miliardi nei confronti della Gran Bretagna, 2,1 sulla Francia e 800 milioni sulla Spagna. Solo la Grecia fa peggio di noi. Un vero e proprio spread farmaceutico negativo: quando in Italia le imprese del farmaco incassano le fatture, in Germania i loro crediti sono stati saldati quattro volte. Altro che investire in Italia.

Proprio mentre Farmindustria contabilizza i nuovi tempi lumaca di rimborso del Ssn per le forniture di farmaci, uno studio di Prometeia mette a nudo tutte le criticità del settore in Italia. Affondando l’analisi sul caso dei ritardati pagamenti del cliente pubblico e dei suoi effetti sui bilanci del settore. E dimostrando che aprire più velocemente i rubinetti dei rimborsi porterebbe le industrie in Italia ai livelli degli investimenti che le stesse industrie riescono a realizzare nei Paesi Big (e non solo) della Ue. Col risultato che intanto da noi la farmaceutica arretra di più e soffre un gap di redditività del 30%. Pagando una miscela di fondamentali (prezzi più bassi, carico fiscale, burocrazia, energia, trasporti) che deprimono ancora di più lo sviluppo e frenano i potenziali investitori, anche a dispetto di un export da record che quest’anno viaggia intorno al 60% della produzione.

Un’analisi impietosa, quella di Prometeia, che i nuovi dati sui ritardati rimborsi del Ssn alle farmaceutiche rendono anche più attuale. A fine settembre i tempi di pagamento sono cresciuti di 26 giorni rispetto a giugno, di 29 giorni in un anno e addirittura di 61 giorni rispetto a fine 2010. Due mesi in più in diciotto mesi. Con le Regioni del Sud commissariate per extradeficit sanitari, che fanno storia a sé: due anni di ritardo in Molise, 22 mesi in Calabria, 370 giorni in Campania.

Un’accelerazione dei rimborsi – circa 4 miliardi dei 6,6 totali di crediti commerciali – aprirebbe però, secondo Prometeia, nuove prospettive. Lo studio ipotizza più scenari di riallineamento, totale o parziale, verso i tempi di pagamento della media Ue. Se il ritardo scendesse a 150 giorni si libererebbero 1,3 miliardi, 2,2 miliardi con rimborsi a 100 giorni, 2,9 miliardi con pagamenti in 60 giorni e 3,5 miliardi rispettando (30 giorni) la direttiva Ue. Ma non solo. Pareggiare i tempi di pagamento della Spagna consentirebbe di liberare 800 milioni, avvicinarsi alla Francia farebbe recuperare 2,1 miliardi, allinearci alla Gran Bretagna darebbe fiato ai bilanci per 3 miliardi. E azzerare lo spread con la Germania darebbe ossigeno per 5 miliardi. Conclusione di Prometeia: sicuramente non tutto verrebbe poi davvero reinvestito, ma certamente «maggiori risorse per gli investimenti rafforzerebbero nel medio-lungo termine la competitività delle imprese del farmaco operanti in Italia».

Ma sarebbe davvero così? Massimo Scaccabarozzi, presidente di Farmindustria, non ha dubbi: «Lo studio dimostra tutti i vincoli del sistema Italia che pesano in misura crescente nel processo di rilocalizzazione globale delle imprese che, a prescindere dal loro capitale, investono dove maggiore è il rendimento. E i ritardati pagamenti sono una zavorra in più per la crescita del nostro settore in Italia, che si riflette con minori risorse da poter investire e in minore redditività». Insomma, in queste condizioni la sfida della competizione è persa in partenza.

Sanita.ilsole24ore.com – 7 novembre 2011

 

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