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Test per Medicina e Veterinaria, prove d’ingresso tornano settembre

La «dead-line» per iscriversi, fissata alle 15 di ieri, era passata da qualche minuto quando è arrivato il colpo di scena: per l’università di Padova, così come nel resto della Penisola, i test d’ingresso per i corsi di Medicina e Chirurgia e Medicina Veterinaria sono stati spostati da fine luglio ad inizio settembre, rispettivamente il 9 e il 10.

La prima delle due date ospiterà anche il test d’ingresso per Odontoiatria e Protesi Dentaria, mentre il 4 settembre ci sarà l’esame per gli aspiranti infermieri.

La decisione è stata presa dal ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, che ha anche stabilito la ridefinizione dei criteri che valutano il percorso scolastico, ovvero quel «bonus maturità» che tante critiche si era attirato negli ultimi mesi. Mentre già si sanno le date dello spostamento per conoscere gli altri particolari bisognerà attendere mercoledì prossimo, quando il ministro varerà un nuovo decreto sulle modalità di iscrizione. Ora i vari atenei saranno chiamati ad emanare, entro il 25 giugno, nuovi bandi per l’iscrizione online, che si potrà fare fino al 18 luglio, mentre per il pagamento dei contributi ci sarà un’ulteriore settimana di tempo.

Contro l’anticipo dei test e il «bonus maturità», accusato di creare «disparità fra le varie scuole» gli studenti si stavano muovendo da tempo, da quando l’ex ministro Francesco Profumo aveva annunciato la sua scelta: un dibattito sbarcato anche sui banchi del Parlamento con richieste di Sel e un’interrogazione urgente preparata dal Movimento 5 Stelle proprio al ministro per l’istruzione. La decisione presa dall’esponente del governo Monti aveva creato un vistoso calo nelle preiscrizioni a livello nazionale, una tendenza che, sebbene non ci siano ancora dati definitivi, aveva coinvolto anche il Bo. Rimarrà invece la graduatoria nazionale, con la possibilità per ogni studente di indicare 5 preferenze: così al termine dell’esame a decidere sarà il punteggio unico valido in tutta la penisola e uno studente, magari rimasto fuori di poco dall’ateneo opzionato come principale, potrà far valere il proprio risultato ed entrare negli altri atenei indicati al momento della preiscrizione.

Fra gli studenti soffia un vento di vittoria e di soddisfazione per un risultato ottenuto proprio in extremis. «È una notizia che non possiamo che accogliere positivamente – spiega Marco Zabai, rappresentante degli studenti in Senato Accademico a Padova – si mette così riparo a quella che era un’assurdità palese, non era certo l’anticipo dei test il modo per riformare il sistema di entrata negli atenei». La riforma riguarda i test di ingresso coordinati a livello nazionale, mentre sempre a settembre si terranno i test per i corsi universitari ad «accesso programmato», ovvero quelli a numero chiuso il cui ingresso è gestito autonomamente dagli atenei.

Enrico Albertini – Corriere del Veneto – 9 giugno 2013

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