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Ticket 2014,Governo verso stop. Lorenzin: «Copertura nella legge bilancio»

L’«immediata disponibilità» del Governo c’è. Al primo incontro con le Regioni, avvenuto stamane a Palazzo Chigi, il premier Enrico Letta ha annunciato l’ok dell’Esecutivo a far partire la commissione Governo-Regioni sui nuovi ticket: quella mina da 2 miliardi prevista dalla manovra Tremonti del 2011 che incombe sul 2014.

Un balzello «insostenibile» per il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che ha chiesto al Governo di trovare una copertura. La ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, in serata ha teso le mani: «Riteniamo fondamentale dare subito avvio ai lavori per il nuovo patto per la salute, da portare avanti insieme alle Regioni. In questa prospettiva pare opportuno chiarire, con riferimento alla questione dei ticket che, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n.187/2012 (che ha reso non operante la misura di compartecipazione alla spesa sanitaria per un importo pari a 2 miliardi dal 2014 prevista dal d.l. 98/11) in sede di predisposizione della legge di bilancio 2014-2016 non potrà che essere rideterminato il livello del finanziamento del Ssn per l’importo di due miliardi dal 2014».

L’ipotesi sul tavolo dell’Esecutivo sarebbe quella di bloccare i nuovi ticket utilizzando la riduzione di 2,7 miliardi della spesa sanitaria rilevata, ma ancora a preconsuntivo, nel Documento di programmazione di economia e finanza 2013. La nuova copertura, se si troverà l’accordo (Lorenzin sta lavorando con il collega dell’Economia, Fabrizio Saccomanni), dovrà essere ratificata o con la prossima legge di stabilità oppure anche nel Patto per la Salute, se andrà in porto.

Certo è che i ticket sarebbero un rimedio impopolare: i cittadini nel 2012 hanno speso di tasca propria per la compartecipazione quasi 4,5 miliardi tra farmaci e cure nella sanità pubblica. L’aumento costerebbe a testa, per i non esenti, circa 350 euro in più.

Errani è stato chiaro: «Bisogna fare in modo che non ci si trovi di fronte a nuovi ticket sui farmaci e sulle altre prestazioni sanitarie. Una misura insostenibile sia dal punto di vista sociale che sanitario. Collocata inoltre in un contesto finanziario drammatico che ha già registrato nel 2013, per la prima volta nella storia, un decremento di un miliardo del Fondo sanitario nazionale rispetto all’anno precedente».

Letta ha “aperto” anche sulla partita del federalismo fiscale, garantendo la ripresa della Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica. Non solo: ha assicurato ai governatori che saranno coinvolti nel percorso di riforme che comincerà mercoledì. Le Regioni, dal canto loro, hanno anche proposto di «riunire in un unico fondo le risorse nazionali per il welfare che, se unificate, possono permetterci di fare una programmazione più attenta».

Il Sole 24 Ore sanità – 28 maggio 2013

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