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Tre casi di antrace umano cutaneo in Calabria, l’approccio One Health per la sorveglianza delle zoonosi decisivo per la gestione del focolaio

Tre casi di antrace cutaneo umano, uno complicato dalla meningite, si sono verificati nei pressi della provincia di Vibo Valentia (Calabria, Italia), in un’area rurale dove, negli ultimi decenni, non sono stati segnalati focolai di antrace animale. Tutti i casi sono stati collegati a un singolo toro infetto e sono brevemente descritti.

Un camionista di 41 anni e due macellai di età compresa tra 42 e 45 anni, sono stati ricoverati in ospedale per lesioni necrotiche del braccio associate ad edema dell’arto e a febbre molto alta(40?C). Tutti e tre i pazienti hanno partecipato al trasporto di un toro al macello.

L’esame microbiologico del linfonodo prescapolare e di una porzione di muscolo della carcassa del toro ha rilevato la presenza del Bacillus anthracis.

I tre pazienti sono stati sottoposti a biopsia dei tessuti infetti e tutti i campioni sono risultati positivi per B. anthracis al test della PCR.

Inoltre, il camionista soffriva di un forte mal di testa; un prelievo di liquido cerebrospinale (CSF), che ha dato esito positivo al test PCR per B. anthracis, ha confermato la presunta diagnosi di meningite.

Una diagnosi rapida e un trattamento corretto sono fondamentali per la gestione dell’antrace umano. La cooperazione e la collaborazione tra i servizi veterinari e di sanità pubblica hanno avuto successo nella diagnosi e nella risoluzione di tre casi di antrace umano cutaneo, confermando l’affidabilità dell’approccio One Health per la sorveglianza delle zoonosi.

L’antrace è una zoonosi causata dal Bacillus anthracis, un batterio Gram-positivo, infettivo, aerobio, e sporigeno; le spore possono sopravvivere a lungo nell’ambiente e la malattia si manifesta comunemente in animali erbivori selvatici e domestici

Gli animali possono essere infettati dall’ingestione di spore dal suolo o dai mangimi contaminati.

Colpisce anche gli uomini con forme più lievi che interessano la cute e forme settiche più gravi (ma più rare) legate all’inalazione delle spore, che possono anche condurre al decesso, e allo loro ingestione, con il consumo alimentare di carne e alimenti contaminati (l’infezione intestinale da antrace è letale dal 25 al 60% dei casi).

La via di contagio più comune è quella che deriva dal contatto con animali infetti, soprattutto durante la lavorazione di derivati animali come pelo, pelle, lana e ossa. Per questo motivo, il carbonchio è frequente nelle zone agricole in cui la malattia è comune nel bestiame.

Inoltre, l’antrace trasmessa per iniezione e attribuita all’eroina contaminata, è stata segnalata tra i tossicodipendenti.

Tutte le forme cliniche, se non trattate, potrebbero evolvere in antrace sistemico. L’antrace cutaneo è la forma più comune descritta nell’uomo e in Italia sono stati descritti altri casi in passato. Circa un terzo delle malattie sistemiche è complicato dalla meningite, caratterizzata da un tasso di mortalità del 92,3%.

In Europa, sono stati recentemente descritti diversi focolai di antrace tra erbivori selvatici o domestici , che di solito si verificano in tarda primavera o in estate, quando le alte temperature seguono abbondanti piogge. In Italia l’antrace è una malattia tipicamente sporadica, che si manifesta soprattutto nel periodo estivo nelle regioni centro-meridionali e nelle isole maggiori, dove colpisce quasi esclusivamente gli animali al pascolo.

Le condizioni climatiche potrebbero influenzare l’idoneità del suolo all’antrace e il cambiamento climatico potrebbe essere responsabile di un aumento delle epidemie di antrace nelle regioni temperate nel prossimo futuro.

Focolai sporadici di antrace nell’uomo si sono verificati nei paesi europei negli ultimi decenni principalmente legato al lavoro professionale con animali infetti, e sono stati segnalati pochissimi casi di meningite da antrace.

FonteAn Outbreak of Human Systemic Anthrax, including One Case of Anthrax Meningitis, Occurred in Calabria Region (Italy): A Description of a Successful One Health Approach

By Maurizio Guastalegname et al.

Fonte IZS

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