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Treviso. Muore per un malore. Il cane tenta di salvarlo. Sul corpo graffi e morsi: era stato il suo alano che voleva soccorrerlo

È stato colto da un malore improvviso e si è accasciato sul pavimento del soggiorno, mentre si trovava solo in casa. Mentre era a terra, in posizione prona, è stato soccorso dal suo cane, un alano di 6 anni di nome Mosè, che ha cercato di girare il suo padrone e di trascinarlo verso l’esterno della casa o forse verso il telefono, per chiedere aiuto.

Per questo sulla schiena di Giorgio Pea, promotore finanziario ed assicuratore 53enne delle Generali originario di Mestre e residente a Mogliano Veneto in via delle Croci, sono stati trovati graffi e morsi sul braccio, che inizialmente avevano fatto ipotizzare a un’aggressione da parte del quattro zampe.

Ad uccidere il 53enne invece, ha accertato più tardi il medico legale arrivato sul posto subito dopo l’intervento dei carabinieri, è stato un arresto cardiocircolatorio.

L’allarme è scattato attorno alle 17 quando la baby sitter della figlia di Giorgio Pea, una bambina di 5 anni, è rientrata in casa con la piccina. La donna, varcata la soglia del soggiorno, ha subito notato che il tavolino del salotto era in frantumi. A fianco giaceva il corpo del 53enne, che non dava alcun segno di vita. Accanto a lui Mosè, che ancora cercava di spostare il suo padrone con le zampe. La baby sitter dopo aver composto il 118 ha subito portato all’esterno della villetta di via delle Croci, dietro ai campi dal golf di Villa Condulmer, la figlia di Giorgio Pea, accompagnata pochi minuti dopo a casa di alcuni familiari. Ai medici del Suem, arrivati assieme ai carabinieri della compagnia di Treviso coordinati dal capitano Stefano Mazzanti, non è restato altro da fare che constatare il decesso del 53enne.

Per accertarne le cause e chiarire cosa fosse accaduto si è dovuto però attendere l’arrivo della polizia scientifica e del medico legale: inizialmente infatti gli investigatori non potevano escludere alcuna ipotesi, nemmeno quella di una aggressione da parte del cane. Accanto al corpo c’erano tracce di sangue e alcune ferite, provocate dalle zampe e dalle zanne dell’alano. Per questo a Mogliano si sono portati anche i veterinari dell’Usl 9, che in via precauzionale hanno sedato Mosè, che fino a quel momento era rimasto accanto al corpo del suo padrone.

Fuori dai muretti di recinzione della villetta, durante i rilievi della scientifica del nucleo investigativo e carabinieri, sono cominciati ad arrivare amici e conoscenti di Giorgio Pea, che hanno cercato di trovare parole di conforto per la compagna Stefania Pedretti, comprensibilmente sotto choc per quanto accaduto. Con loro anche alcuni colleghi delle Generali, arrivati da Venezia e da Padova per cercare di capire cosa fosse accaduto al 53enne. Su cosa sia stato a causare l’arresto circolatorio dell’assicuratore moglianese lo dovrà stabilire l’autopsia, che potrebbe essere già disposta nella giornata di oggi dal pubblico ministero Massimo De Bortoli.

Alberto Beltrame – 15 maggio – Il Corriere del Veneto

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