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Tribunali, il governo cancella Bassano. Via anche 14 sedi distaccate

Il Consiglio dei ministri ha detto sì al riordino del comparto pianificato dal ministro Paola Severino. La procura bassanese sarà accorpata a quella di Vicenza

Se non è un terremoto, poco ci manca. Il Consiglio dei ministri dice sì ai tagli sulla giustizia, e al riassetto delle circoscrizioni messo a punto dal ministro Paola Severino. Una mannaia per il Veneto. Numeri ipotizzati da tempo, nel fuoco incrociato di polemiche e duelli tra categorie (magistrati favorevoli e avvocati contrari; sfide di campanile tra procure, eccetera). Numeri che, ora, si mettono nero su bianco, decretando una rivoluzione nella geografia giudiziaria della regione: addio a 14 sedi staccate e a parte dei 43 giudici di pace. E, soprattutto, addio alla procura di Bassano, accorpata a quella di Vicenza.

I tagli («lineari e ciechi», nelle parole di un furibondo Luca Zaia) investiranno trasversalmente le province. Via quattordici sede staccate: Mestre, Chioggia, San Donà, Portogruaro e Dolo nel Veneziano; Castelfranco e Conegliano nel Trevigiano; Soave e Legnago nel Veronese; Este e Cittadella nel Padovano; Schio, oltre che Bassano, nel Vicentino; Pieve di Cadore nel Bellunese; Adria nel Rodigino. In particolare, il tribunale di Rovigo assorbirà i 25 comuni precedentemente sottoposti alla giurisdizione di Legnago. Con buona pace dei 15 sindaci della Bassa Veronese che, insieme al primo cittadino scaligero Flavio Tosi, erano scesi in piazza per dire no a un provvedimento che rischiava di rallentare i tempi della giustizia. A spese dei cittadini.

A Bassano, l’accorpamento con i colleghi di Vicenza implica il trasferimento, in blocco, di avvocati, cancellieri e amministrativi. Senza trascurare un’incognita: la Cittadella della giustizia. Che fine farà il progetto da diversi milioni che avrebbe dovuto andare a compimento in autunno? I tempi di «migrazione» alla nuova sede potrebbero spalmarsi sui cinque anni, ritardando lo svuotamento dello stabile. Restano i dubbi degli avvocati, che temono l’effetto sovraffollamento nelle aule, e l’accatastarsi di pratiche negli archivi. E restano i dubbi di parte delle istituzioni. «A me consta – aveva dichiarato Laura Puppato, capogruppo in Regione del Pd – che in moltissimi casi l’importo delle sedi distaccate a carico del ministero sia nullo in quanto gli stabili sono comunali e non viene addebitato alcunché da parte dei Comuni, neppure per l’affitto, il riscaldamento e la luce. Dunque, quale sarebbe l’efficienza ed il risparmio operato con la centralizzazione?».

Alberto Magnani – Corriere Veneto – 11 agosto 2012

Tribunali. «È l’ennesima vittoria delle lobby del Sud»

«Ancora una volta le numerose e potenti lobby parlamentari e non del Mezzogiorno d´Italia hanno stravinto e con i soldi delle Regioni settentrionali alimentano posizioni di rendita, clientele e potere al Sud».

Il presidente della Regione Luca Zaia non ci sta e considera “illogica, illiberale e antidemocratica” la decisione del Governo sui tribunali,

«Il Consiglio dei Ministri salva sei tribunali del Sud ma chiude quello di Bassano – afferma – strategico per un territorio laborioso e produttivo, per un distretto industriale che ne aveva bisogno, e del quale era già pronta la nuova sede, che ora rimarrà inutilizzata con gran spreco di risorse pubbliche. Contemporaneamente il Governo, il quale per sua stessa dichiarazione ha in spregio i parlamenti, prende in giro l´attività, il ruolo e il prestigio delle commissioni parlamentari che, in modo bipartisan, avevano votato per il mantenimento».

«Complimenti, prof. Monti – aggiunge Zaia – Nessuno si poteva aspettare che il suo esecutivo riuscisse con un sol colpo a insultare i parlamentari, sprecare risorse, frustrare un territorio produttivo, alimentare un sottogoverno protetto dalle lobby e dai gruppi di pressione del Sud. Alle Istituzioni repubblicane di questo territorio, queste sì legittimate dal voto, non rimane che chiedere scusa ai cittadini del Nord. Conosciamo l´importanza di quel tribunale per cittadini e imprenditori. Sappiamo che ora quel distretto produttivo rimane privo di una struttura vitale».

«Ci resta la speranza – conclude Zaia – che presto torni a governarci qualcosa che assomigli di più a un gruppo di persone legate al popolo e rispettose delle regole. Sia chiaro, al Sud possono aprire un tribunale in ogni paese, a patto che se lo paghino con i loro soldi e non con quelli dei veneti».

Il Giornale di Vicenza – 11 agosto 2012

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