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Udine. Latte contaminato, scarcerato Zampa dopo le dimissioni dal Cospalat

Concessi i domiciliari a seguito dell’uscita dal vertice dell’ente: «Meno pericolo di reiterazione del reato dopo le ammissioni»

UDINE – L’ex presidente del Consorzio Cospalat Renato Zampa è stato scarcerato questa mattina e posto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Pagnacco (Udine). L’attenuazione della misura cautelare è stata disposta oggi dal Gip Roberto Venditti, dopo l’interrogatorio reso in carcere davanti al Pm lunedì, durato ben 7 ore, e in cui «ammette i fatti più macroscopicamente evidenti» come riporta il Gip di Udine nella sua ordinanza. Era stato arrestato il 20 giugno scorso.

Il magistrato, analizzato il quadro probatorio finora raccolto, ha ritenuto che le dimissioni dalla carica di presidente rassegnate da Zampa (e ratificate nella riunione della Cospalat lunedì sera) rendono «lievemente meno attuale il pericolo di reiterazione del reato». Il giudice ha quindi ritenuto sufficiente la misura degli arresti domiciliari.

Ieri nell’inchiesta c’era stato il faccia a faccia tra gli inquirenti e un’altra degli indagati, Cinzia Bulfon, una delle due socie del laboratorio di analisi Microlab di Amaro. Entrata in Procura intorno alle 11, assistita dall’avvocato Roberto Mete, ne è uscita tre ore più tardi, intorno alle 14. «Ritengo che l’interrogatorio sia stato particolarmente proficuo. La mia cliente ha chiarito ogni aspetto rilevante per la vicenda – ha commentato al termine il legale – Sono convinto che abbia un ruolo ben diverso rispetto a quello che è stato prospettato in sede di applicazione della misura cautelare. Certe irregolarità, che sono state individuate e riscontrate con estrema serenità dalla Bulfon, a nostro avviso non appaiono idonee ad avvalorare la sua partecipazione alla prospettata associazione criminosa. Non per caso – ha continuato – è stato definitivamente chiarito come la stessa dottoressa Mainardis (l’altra socia del laboratorio, ndr) non abbia alcun rilievo nei fatti principali».

Gabriella Mainardis, anche lei ai domiciliari dal 20 giugno scorso, come la collega, sarà sentita prossimamente dagli inquirenti. «Ribadisco, abbiamo tenuto un atteggiamento sereno e collaborativo che darà senz’altro i suoi frutti sul piano processuale», ha concluso Mete, preannunciando che ora chiederà la revoca immediata della misura cautelare «non sussistendo allo stato alcuna esigenza che la giustifichi». Intanto lunedì sera i soci Cospalat si sono riuniti in un’assemblea straordinaria per eleggere il nuovo organigramma dopo le dimissioni del presidente e dei membri del direttivo indagati. A raccogliere il testimone da Zampa è Giovanni Rigo. Già dalla tarda mattinata di lunedì è arrivata anche la revoca della sospensione al centro di raccolta del consorzio firmata dal dirigente regionale Manlio Palei. I camion Cospalat sono dunque di nuovo regolarmente al lavoro.

Gazzettino – 4 luglio 2014 

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