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Ulss 7. Incidenti stradali, 60 animali finiti in “pronto soccorso”. Recuperati oltre 400 cani vaganti, in netto calo quelli randagi

Nel 2014 l’ambulanza dell’ospedale veterinario, che opera per conto dell’Ulss 7, è intervenuta per curare 39 gatti e 20 cani. Recuperati oltre 400 cani vaganti, in netto calo quelli randagi

Il bilancio del “pronto soccorso” per cani e gatti vittime di incidenti stradali nel territorio dell’Ulss 7 ha registrato, nel 2014, una sessantina di feriti: l’intervento dell’ambulanza si è reso necessario, infatti, per 39 gatti e 20 cani. A fornire le cure urgenti agli animali investiti è stato l’ospedale veterinario “Città di Conegliano” cui, a seguito di gara, sono stati recentemente riaggiudicati, per tre anni, il servizio di recupero degli animali incidentati nel proprio territorio e quello di cattura, trasporto e custodia di cani randagi.

 “Siamo stati – sottolinea Antonio Brino, responsabile del settore veterinario di sanità animale dell’Ulss 7 – tra le prime Aziende socio sanitarie del Veneto ad attivare, nel 2012, il servizio di pronto soccorso per animali incidentati, in risposta alle disposizioni del Codice della Strada che obbligano tutti coloro che investono un animale con il proprio mezzo di trasporto a fermarsi e richiedere, tramite 118, l’intervento di personale specializzato. L’ospedale veterinario incaricato del servizio dispone di un’ambulanza attrezzata secondo i requisiti di legge per soccorrere i cani e gatti feriti: interviene tempestivamente 24 ore su 24, per 365 giorni l’anno”.

Per quanto riguarda, invece, l’attività di recupero dei cani vaganti, nel 2014 ne sono stati catturati 403: 319 sono stati riconsegnati ai proprietari, gli altri 84, invece, non essendo microchippati, sono stati portati nei canili convenzionati. “A fronte di un dato relativo ai cani vaganti costante, l’elemento estremamente positivo – evidenzia Brino – è che siamo passati, in un quinquennio, dal 47% di randagi sul totale dei cani recuperati del 2010 (223 su 477), al 21% del 2014: un calo nettissimo che evidenza sia l’esito positivo delle campagne di comunicazione sul microchip sia la maggior sensibilità da parte dei proprietari degli animali. L’Ulss 7 provvede al recupero dei cani vaganti su segnalazione: il costo del recupero, quando l’animale è microchippato, è a carico dei proprietari; quando, invece, è randagio il costo è a carico dell’azienda socio sanitaria”.

La Tribuna di Treviso – 19 maggio 2015 

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