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Un altro lupo ucciso in Maremma. Taglia della Lav: cinquemila euro a chi fornisce informazioni sui colpevoli

UN ALTRO lupo è stato ucciso in Maremma ed esposto in piazza come un trofeo. Preso a fucilate e poi lasciato incaprettato, con le zampe legate in bella evidenza. Volevano proprio farlo trovare a tutti a Semproniano in provincia di Grosseto. Gli animalisti adesso hanno messo una taglia di cinquemila euro a chi fornisce informazioni per risalire ai responsabili di questo nuovo raid.

Il presidente della provincia Leonardo Marras parla invece senza mezzi termini di «un gesto ignobile e gratuito di barbarie» che «assomiglia più a una ritorsione che a una provocazione, ed è tanto più grave per ciò che sottintende ». A Semproniano c’era infatti un convegno sui semi rari promosso da Slow Food che riuniva agricoltori ed esperti. «Io continuo a pensare che bisogna difendere gli allevatori e gli allevamenti ovicaprini dai lupi, ma a questo punto è fondamentale difenderli anche dagli stupidi che pensano di forzare la mano con questo tipo di gesti eclatanti – ha detto Marras -. La serietà e la compostezza della stragrande maggioranza degli allevatori, non può essere infatti offuscata dalle ‘gesta’ di pochi esaltati ». Il lupo o l’ibrido di canelupo ucciso nel weekend e sul quale stanno adesso indagando i carabinieri è il decimo caso registrato in Maremma. Segno che la situazione fra allevatori e ambientalisti che difendono i lupi è sempre più tesa.

«Capisco molto bene i problemi degli allevatori, il danno non riguarda soltanto la pecora che viene uccisa dal lupo, ma anche quelle che assistono e che per lo shock perdono il latte » spiega il sindaco di Semproniano Miranda Brugi che però aggiunge: «Certo non è con queste azioni che si può pensare di risolvere la questione. Stiamo facendo uno sforzo importante per attirare i giovani e forze nuove nell’allevamento e nell’agricoltura per ripopolare il nostro territorio quindi so bene che gli allevatori non ne possono più degli assalti dei lupi, ma le intimidazioni di chi lascia un lupo ucciso in piazza sono da respingere senza esitazioni». L’assessore regionale Salvadori ha presentato qualche mese fa i dati sul monitoraggio del lupo in Toscana (dati 2013) a cura del Centro Interuniversitario di ricerca sulla Selvaggina e sui Miglioramenti Ambientali a fini Faunistici: sono una settantina i nuclei per un totale di esemplari (comprensivo anche degli animali erratici e ibridi) circa 310/320 capi. Le province interessate al fenomeno sono soprattutto Grosseto, Arezzo e Firenze. La Regione ha messo a punto un piano strategico di interventi da 4-5 milioni di euro che prevede interventi di veterinari, interventi contro la predazione e risarcimenti. Ma il problema sembra lontano dall’essere risolto

Repubblica – 29 luglio 2014 

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