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Università Messina, rettore indagato per falso e abuso d’ufficio

Franco Tomasello accusato dai pm in relazione a due vicende: la stabilizzazione di nove precari e l’utilizzo di fondi per l’istituzione di un Centro interdisciplinare

MESSINA – Il rettore dell’Università di Messina Franco Tomasello è indagato dalla Procura della città dello Stretto in relazione a due vicende: la stabilizzazione di nove precari e l’utilizzo di fondi per l’istituzione di un Centro interdisciplinare. Il capo dell’Ateneo peloritano è accusato di abuso d’ufficio e falso.

I PRECARI ASSUNTI – Nella prima inchiesta sono coinvolti anche l’ex direttore amministrativo dell’Ateneo, Salvatore Bilardo, il dirigente dell’ufficio coordinamento di sviluppo, Elio Vigorita, ed il capo area degli organi collegiali e servizi amministrativi e documentali dell’Università, Maria Ordile. Secondo l’accusa i nove lavoratori precari furono stabilizzati nonostante non avessero alcuni requisiti previsti dalla legge. I dipendenti, infatti, non avevano ancora maturato un periodo di trentasei mesi lavorativi, negli ultimi cinque anni come prevedeva la normativa per la stabilizzazione .

LA SECONDA INCHIESTA – La seconda vicenda, nella quale è indagato anche il direttore amministrativo dell’Università, Pino Cardile, riguarda invece l’istituzione del «Centro Interdisciplinare di Chirurgia comparata» dell’Università. Per l’istituzione del Centro l’Ateneo ottenne uno stanziamento di 480 mila euro dal ministero della Ricerca e secondo l’accusa, il rettore e il direttore amministrativo usarono le somme per finalità diverse da quelle indicate dal Miur nel 2005. Gli investigatori ritengono che il rettore si comportò così allo scopo di danneggiare il professor Giuseppe Cucinotta, responsabile e delegato per l’attivazione del Centro. Cucinotta, nel gennaio 2006, aveva denunciato alla Procura lo stesso Tomasello e l’ex preside di Veterinaria Battesimo Macrì per una vicenda su dei presunti concorsi truccati all’Università.

Corriere.it – 14 maggio 2011

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