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Uova contaminate, l?Istituto superiore sanità: “Nessun pericolo”. E il ministero pensa a una certificazione “fipronil free” per i nostri prodotti

Il numero uno dell?Iss assicura che la concentrazione di insetticida riscontrata è talmente bassa “da non provocare problemi di tossicità”.

“Non abbiamo minimizzato. In Italia non ci sono rischi per la salute” dalle uova contaminate da fipronil. Lo assicura il presidente dell’Istituto superiore di sanità Iss, Walter Ricciardi, spiegando che “la concentrazione della sostanza è così bassa da non comportare problemi di tossicità in bambini e adulti”.

“Oltretutto – riprende il numero uno dell’Iss, intervistato dal “Corriere della Sera” – non sono mai stati segnalati casi di intossicazione acuta e cronica nell’uomo legati all’assunzione di alimenti contaminati da trattamenti di uso veterinario”.

Ricciardi precisa che “i risultati delle analisi sono stati pubblicati con trasparenza lunedì, non li abbiamo tenuti per noi. Voglio ricordare che in Italia gli ispettori danno la priorità alla tutela della salute e non agli interessi economici. I servizi veterinari dipendono dal sistema sanitario nazionale, non dall’Agricoltura. C’è una bella differenza”.

E il ministero pensa a una certificazione “fipronil free” – Al ministero intanto pensano a una certificazione da inserire in etichetta per garantire la qualità del prodotto, come annuncia il direttore per la sicurezza alimentare del ministero della Salute Giuseppe Ruocco a “Repubblica”. “La prossima settimana – spiega – ci riuniamo con gli altri ministeri interessati e le associazioni di categoria. Loro sono preoccupate per il danno economico, noi anche per la salute dei consumatori. L’idea è di creare una certificazione ‘fipronil free’ per i nostri prodotti. La creazione di un marchio è un po’ complicata, però va trovato il modo d’inserire in etichetta l’assenza dell’insetticida. È una proposta che vogliamo portare all’Europa: sul tema la settimana prossima avremo una riunione a Bruxelles”.

“In Italia dosaggi non pericolosi” – Negli allevamenti italiani controllati e risultati positivi al fipronil “abbiamo trovato dosaggi molto bassi, sotto le soglie pericolose per la salute e di gran lunga inferiori a quelli rilevati nei Paesi del Nord Europa”, mette in evidenza Ruocco. “Potrebbe trattarsi di un fatto accidentale, successo all’insaputa degli allevatori. I carabinieri parlano di contaminazione ambientale, ad esempio perché la sostanza è stata usata per disinfestare l’allevamento prima di metterci gli animali. Sono rimaste tracce e sono finite nelle uova”.

“Il fipronil non può essere usato sugli animali di allevamenti per produzione alimentare e non può essere messo su superfici che poi stanno a contatto con gli alimenti. Un’altra ipotesi – aggiunge Ruocco – è che si siano usati mangimi contaminati acquistati all’estero. Le indagini però non sono ancora finite e quindi non abbiamo certezze”.

Guariniello propone una Procura nazionale per tutelare i consumatori – L’ex pm di Torino Raffaele Guariniello suggerisce, in un’intervista al “Fatto quotidiano”, una Procura nazionale per tutelare consumatori e lavoratori. “Ho constatato – dice – che in certi casi le indagini sul reato alimentare commmesso dalla stessa società in stabilimenti in zone diverse da una parte si chiudono con la condanna, dall’altra con l’archiviazione. Per questo serve un’agenzia specializzata che operi a livello nazionale”.

Una legge sui reati agroalimentari è ferma in Parlamento, precisa, spiegando che la norma “introduce il reato di disastro sanitario, con pene fino ai 10 anni, ma anche la responsabilità delle società”. In attesa della sua approvazione, “bisogna fare indagini che arrivino ai centri di potere dell’industria alimentare, con perquisizioni – anche a livello informatico – per scoprire le politiche aziendali”.

Tgcom – 24 agosto 2017

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