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Usl 6. Scure sui primari. La rivoluzione a settembre. Tutti i direttori in scadenza, pochi saranno riconfermati

Fra due mesi la riorganizzazione del San Bortolo. Dei 19 dipartimenti attuali ne resteranno solo 5 con l’aggiunta di tre coordinamenti provinciali

Sono 19 ma diventeranno 5 con l’aggiunta di 3 coordinamenti provinciali. E tutto pronto per far decollare i nuovi super-dipartimenti, con un drastico taglio di quelli attuali. Ma la decisione finale slitta a settembre: si amplia quindi il clima di incertezza, così come il fronte di chi, fra i primari, teme di perdere un posto che porta prestigio e un bonus, non sgradito, di circa mille euro al mese in busta paga.

Il regolamento stabilisce che gli incarichi di direttore di dipartimento cessino entro sei mesi dalla data di nomina del nuovo direttore generale. Ora. Ermanno Angonese è in sella dal primo gennaio, dunque il 30 giugno sono de facto scaduti i capi-dipartimento nominati sotto la gestione-Alessandri. C’è, quindi, da cambiare l’organigramma, tenendo conto delle regole fissate dal Piano regionale socio-sanitario; non prima, però, del nuovo atto aziendale previsto il 30 settembre. Da qui la proroga fino a quella data degli attuali incarichi (19), salvo uno: quello di direttore del dipartimento di nefrologia, assegnato senza scadenza nel 2005 a Claudio Ronco. Il quale, pertanto, resta al proprio posto, unico fuori dalla mischia. Sul piano formale avrà un’etichetta diversa, ma nella sostanza non cambierà nulla: sarà a capo non più di un dipartimento. bensì di un coordinamento. Per tutti gli altri (o quasi) capi-dipartimento, invece, fra meno di due mesi, si rimetterà tutto in gioco.

Ecco i nomi e gli incarichi di oggi. Area ospedaliera: Giorgio Vescovo (Medica prima), Rolando Negrin (Medica seconda), Alessandro Fontanelli (Cardiovascolare), Franco Favretti (Chirurgia), Maurizio Pegoraro (Chirurgia specialistiche), Pierluigi Zanco (Diagnostica per immagini), Giuliano Zanni (Materno – pediatrico), Lorenzo Volpin (Neuroscienze), Emanuele D’Amore (Patologia clinica), Andrea Danieli (Salute mentale). Area ospedaliera funzionale: Vincenzo Riboni (Emergenza-urgenza), Francesco Rodeghiero (Terapie cellulari – ematologia). Area tecnico – amministrativa: Diana Trabuio (Economico – finanziario). Territoriale: Claudio Vencato (Infanzia – adolescenza – famiglia). Area prevenzione: Celestino Piz. Area dipendenze: Vincenzo Balestra. Coordinamento politiche sanitarie aziendali: Fabio Zappin. Dipartimento interaziendale di medicina trasfusionale: Alberta Alghisi.

Fra due mesi questo elenco verrà rivoluzionato. Inizia, dunque, il count-down per il lancio della cinquina che, certamente lascerà sul campo almeno dieci fra scontenti e delusi. Sempre che la rosa resti circoscritta ai nomi attuali e che dal cilindro non esca a sorpresa qualche neve entry. Detto, infatti, di Ronco che continua a mantenere la sua carica interaziendale, due capi-dipartimento, Favretti e Fontanella, escono di scena, in quanto hanno già firmato la richiesta di pensionamento, il primo da gennaio 2014, il secondo dal prossimo novembre, mentre anche per Alghisi non dovrebbero esserci alternative. La partitasi restringe, perciò, a 15 degli odierni direttori, di cui, appunto, solo cinque, secondo le intenzioni, sono destinati a una maglia da titolare. I futuri dipartimenti saranno: Medicina (internistica e reparti affini); Chirurgia (generale e tutte le specialistiche); Neuroscienze (neurochirurgia, medicina nucleare, neurologia e affini); Materno-infantile (ostetricia- ginecologia, pediatria, chirurgia pediatrica); Urgenza- emergenza (pronto soccorso, rianimazione, Suem).

Accanto a questi cinque mega- dipartimenti, due novità assolute. Come per Ronco, ci saranno altri due incarichi interaziendali: Rodeghiero guiderà il coordinamento della nefrologia, e Negrin quello della pneumologia

Niente tagli alla rianimazione

LE RICHIESTE. II San Bortolo avrà nuovamente due primari di rianimazione. Le schede ospedaliere ne hanno tagliato uno, ma i dg Ermanno Angonese e il ds Francesco Buonocore sono andati alla carica a Venezia. «Impossibile per un salo primario – ha spiegato Buonocore – gestire 150 persone fra medici e infermieri». E il presidente della quinta commissione Leo Padrin pare abbia dato parere positivo. Ci saranno, perciò, ancora due servizi, e ci sarà un secondo primario (da individuare, previo concorso, nell’odierna pianta organica o fuori Vicenza ) accanto a Raffaele Bordato, Pure accoltala seconda richiesta vicentina di avere 20 posti letto da ripartire fra cardiochirurgia (8 di degenza e 3 di terapia intensiva post-operatoria), gravi cerebrolesi (6), chirurgia maxíllo-facciale (3). Questo anche perché si limeranno i posti dati a diabetologia, che di 10 ne avrà 4, geriatria che di 66 ne avrà 60, e radioterapia che cancellerà gli 8 letti assegnati. Da registrare, intanto, alcune partenze eccellenti. E già andato in pensione Renzo Grison, direttore del servizio di pneumotísiología. Presto ne seguiranno l’esempio, dal primo ottobre. Giuseppe lannaci, direttore del distretto, e, a seguire, i primari Fontanelli e Favretti. Quasi certa anche l’uscita di scena di Livio Dalla Barba, ex direttore medico e oggi direttore del poliambulatorio di Santa Lucia, in predicato di passare alla Casa di cura Eretenia, Promozione, invece, per Tiziana Sagazio che tornerà a Noventa come direttore medico.

Franco Pepe – Il Giornale di Vicenza – 6 agosto 2013

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