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Vaccini: dal Senato ok al decreto con 172 sì, ora il provvedimento passa alla Camera. Deadline per la conversione, il 6 agosto

Polemiche all’inizio, polemiche alla fine. Il primo via libera al decreto legge che introduce l’obbligo vaccinale a scuola arriva in un’Aula del Senato incandescente. Ma l’asse Pd-Forza Italia che ha caratterizzato la discussione anche in commissione “tiene”, e alla fine la legge di conversione in otto articoli – che nel primo pomeriggio sarà calendarizzata alla Camera per un esame che si preannuncia rapido, forse già a partire da lunedì 24 luglio – “passa” con 172 voti favorevoli, 63 contrari e 19 astenuti. Deadline per la conversione, il 6 agosto.

Il provvedimento istituisce l’obbligatorietà su 10 vaccini e prevede l'”offerta attiva e gratuita” per altri quattro, sulla base del calendario di nascita in vigore per bambini e ragazzi tra zero e sedici anni. La mancata adesione alla profilassi, fino a sei anni, comporterà l’impossibilità di iscriversi ad asili nidi e scuole materne. Mentre da sei a 16 anni agli alunni non “coperti” la scuola dell’obbligo sarà comunque garantita, ma le famiglie inadempienti, che in ogni caso prima andranno contattate in vista di un’adesione consapevole dalla Asl, se recidive dovranno pagare multe da 100 a 500 euro (in base al numero di profilassi non effettuate).

Le modifiche al Senato
Il decreto legge 73, varato dal Consiglio dei ministri il 19 maggio scorso e fortemente voluto dalla ministra della Salute Beatrice Lorenzin, è stato decisamente modificato nel passaggio al Senato: intanto i vaccini obbligatori passano da 12 a 10, poi sparisce dal testo ogni riferimento al rischio di perdita della potestà genitoriale, fortemente contestato fuori e dentro il Parlamento. Le multe inizialmente previste nel provvedimento potevano arrivare fino a 7.500 euro: ora la sanzione massima prevista è pari a quella da 500 euro preventivata inizialmente. Ancora: si snellisce decisamente la comunicazione tra scuole e Asl, a tutto vantaggio delle famiglie: saranno le scuole a trasmettere alle aziende sanitarie gli elenchi di tutti i propri iscritti, per poi vederseli restituire “spuntati” con i nomi dei vaccinandi. Solo a questo punto scatterà l’invito alle famiglie a “regolarizzare” i certificati vaccinali dei propri figli. Scendono in campo le farmacie, che fino all’ultimo si è cercato di coinvolgere nell’attuazione del provvedimento: d’ora in poi la prenotazione delle vaccinazioni si potrà fare anche lì, attraverso il Cup. A regime, il monitoraggio costante della situazione epidemiologica e vaccinale, necessaria anche per consentire interventi correttivi delle politiche di profilassi, sarà affidata all’Anagrafe nazionale vaccini, istituita sempre dal Senato. Così come viene potenziata la farmacovigilanza sugli eventuali eventi avversi. E il nuovo testo potenzia con risorse umane (20 “comandi” in forza al ministero della Salute) e finanziarie (in tutto fino a 1,4 milioni di euro per 2017 e 2018) l’iter della definizione delle procedure di ristoro dei danneggiati da trasfusione o da vaccini obbligatori.

Il Sole 24 Ore – 20 luglio 2017

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