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Vaccini “vecchi” e “aggiornati”, le nuove dosi tarate su Omicron 5 e su Omicron 1: rischio caos negli hub e in farmacia: non si può scegliere

La Stampa. Parte l’ultimo spezzone della campagna vaccinale d’autunno, quella con il vaccino Pfizer aggiornato su Omicron 5, la sotto variante che oramai la fa da padrona in Italia. Ma è rischio caos in hub vaccinali, studi dei medici di famiglia e farmacie dove l’antidoto sarà somministrato, perché la circolare già predisposta dal ministero della Salute, che verrà pubblicata a breve, non consente di scegliere tra l’ultimo ritrovato e i due approvati due settimane fa, aggiornati sulla oramai quasi scomparsa Omicron 1.

L’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, nell’approvare il vaccino Pfizer tarato su Ba.5 ha affermato che sulla base degli studi clinici in suo possesso l’ultimo arrivato e quelli con il ceppo di Ba.1 sono di fatto equivalenti. Avrebbero in pratica la stessa efficacia nel proteggere dalla malattia, mentre sarebbero entrambi in parte permeabili al contagio. Ma è da ipotizzare che in pochi vorranno farsi iniettare il vaccino considerato a torto o a ragione «più vecchio», avviando contrattazioni tra vaccinatori e vaccinati che non aiuteranno di certo il prosieguo di una campagna vaccinale che sta andando avanti con il passo di lumaca, visto che al momento solo il 16,4% della platea degli aventi diritto ha mostrato il braccio per farsi somministrare la quarta dose. E il rischio è che i 19 milioni di vaccini aggiornati su Omicron 1 facciano la fine dei 28 milioni costruiti sul ceppo originario di Wuhan, prossimi alla scadenza e che nessuno vuole più, mentre in base a quanto appreso dall’Ema, a disposizione dell’Italia ci sarebbero per ora 6, 5 milioni di quello aggiornato su Ba.5.

Per il resto la circolare a firma del direttore della programmazione del Ministero, Gianni Rezza, ricalca quella di qualche giorno fa sui vaccini Pfizer e Moderna aggiornati sulla versione originale di Omicron. Per cui anche il nuovo ritrovato sarà raccomandato a over 60, fragili, sanitari, personale e ospiti delle Rsa, oltre che alle donne in gravidanza, ma potranno comunque farlo anche tutti gli altri. Purché siano trascorsi almeno 4 mesi dall’ultima dose o dalla guarigione a seguito di contagio.

In realtà i siti regionali oggi non consentono di prenotare il booster a chi non rientra tra le categorie per le quali è oggi raccomandato, ma la nuova circolare aprirà le maglie anche agli under 60, permettendo così alle regioni di adeguare i loro sistemi di prenotazione.

Resta invece al momento preclusa la possibilità di fare una quinta dose, anche a chi la quarta l’ha fatta magari l’inverno scorso perché appartenente a una delle categorie a rischio, per le quali il booster era stato autorizzato prima. Ma un’altra circolare nelle prossime settimane dovrebbe consentire l’ennesimo richiamo a chi si era fermato alla quarta puntura.

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