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Veneto. Agroalimentare anti-crisi. Il fatturato è di 5,2 miliardi

Le 120 mila aziende del settore assumono ancora Aumentano gli imprenditori under 40 e i laureati

PADOVA — Ma quali startup ipertecnologiche o economie virtuali? Di fronte alla pesante crisi che sta investendo tutti i settori dell’economia, alla stagnazione dei consumi e alla flessione del mercato interno c’è un ambito dove le cose stanno ricominciando a girare: l’agroalimentare.

Con i suoi 5,2 miliardi di euro di fatturato nel 2012 (in crescita rispetto ai 4,8 del 2010) e con i 2 mila nuovo occupati under 40 (negli ultimi tre anni) potrebbe riservare più di qualche sorpresa per chi oggi è alle prese con disoccupazione, eterno precariato o inaccessibilità del mercato del lavoro. Anche perché non va dimenticato che mediamente ognuna delle 120 mila aziende agricole esistenti in Veneto genera nuovi posti di lavoro. Un volano che ha, per esempio, trasformato i 277 milioni di euro messi a disposizione nel 2012 per il Programma di Sviluppo Rurale della Regione Veneto in 700 milione da usare per miglioramenti aziendali e ristrutturazioni. Il Veneto, la prima regione d’Italia per Pil prodotto nel settore, sta registrando così un ritorno alla terra sempre più massiccio, soprattutto da parte di giovani laureati o lavoratori usciti dal mercato del lavoro a causa della crisi. Da qui la decisione di creare un fronte compatto delle sigle dell’agroalimentare.

Nasce così Agrinsieme, raggruppamento che abbraccia a livello regionale Legacoop, Confcooperative, Acgi, Confagricoltura e Cia. Ieri a Padova l’ufficializzazione del coordinamento e l’illustrazione di scopi e obiettivi. «In questa fase di crisi – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato – il settore agricolo sembra resistere meglio di altri, continuando a creare occupazione e dimostrando propensione all’export. L’aggregazione del sistema primario rappresenta quindi un asset strategico, anche per uscire da quell’isolamento culturale nel quale il settore è stato imbozzolato dalla società industriale e post industriale». Dello stesso parere anche Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo. «Sinergia e forza rappresentativa sono il plusvalore che oggi rende competitive le imprese, in particolare quelle del settore agroalimentare – ha spiegato – Una scelta decisiva, dunque, quella nascita di Agrinsieme Veneto, a testimonianza di una chiara visione del contesto di riferimento che vede proprio nella rete lo strumento d’elezione per creare importanti opportunità di crescita e sviluppo per le realtà imprenditoriali del settore». La conferma arriva infine anche da quei giovani che hanno deciso di credere ancora nella terra. Come Mauro Ceccarello, a soli 24 anni già titolare dell’azienda agricola Dolce Amaro di Trebaseleghe (Padova) specializzata nella coltivazione del radicchio rosso tardivo di Treviso Igp.

«L’agricoltura è una chance in più per noi giovani – ha spiegato – è il settore base da cui poter ripartire, è parte della nostra cultura e ha fatto la nostra storia. Per questo sarebbe un gravissimo errore dimenticarlo».

Riccardo Bastianello – Corriere del Veneto – 25 maggio 2013

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