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Veneto. Disoccupazione. Nel 2012 un picco mai toccato finora

Veneto lavoro: da gennaio ad agosto sono 24 mila e ad aumentare in modo rilevante (33%) sono quelli individuali, cioè senza indennità di mobilità

Numeri pesanti. Che confermano sempre più il grido di allarme: la crisi distrugge ancora lavoro, gli ammortizzatori sociali coprono meno di prima situazioni di grande difficoltà di aziende e di famiglie, e a crescere sono soprattutto i licenziamenti individuali. È il quadro del nuovo report “Crisi aziendali, l’impatto occupazionale” diffuso da Veneto lavoro, l’agenzia della Regione, che fa il punto sui primo otto mesi dell’anno.

QUADRO TUTTO NEGATIVO. «Osservando i dati 2012 per il periodo gennaio-agosto – scrivono i tecnici di Veneto Lavoro – constatiamo che le imprese che hanno annunciato l’avvio delle procedure di crisi risultano in aumento rispetto al corrispondente periodo del 2011, e il numero di lavoratori coinvolti risulta ritornato sui livelli dei primi due anni di crisi (vedi grafico)». Cresce anche il numero di procedure di crisi aperte a suo tempo e ora concluse, generalmente con un accordo tra azienda e sindacato: il report registra un +21% di aziende e un +33% di lavoratori protagonisti assieme di queste gestioni di crisi concordate.

NUOVE PROCEDURE: VICENZA STABILE. Per le aperture di nuovi stati di crisi Vicenza si conferma sulla stessa linea del 2011: in otto mesi 126 nuove procedure (e di queste ben 31 sono per una vera e propria chiusura dell’azienda) rispetto alle 128 della fine agosto di un anno fa. Peggiorano invece piuttosto nettamente Padova, Treviso e Verona. Anche il Vicentino segna però un dato più negativo se si va a vedere il numero di lavoratori coinvolti in nuovi stati di crisi, pur a parità di numero di imprese rispetto al 2011: sono 2500, quasi 800 in più rispetto al dato di un anno fa, con un aumento che vale il +45%. CASSA INTEGRAZIONE-CIG. «Anche le ore di cig autorizzate segnano nel complesso un leggero aumento rispetto al 2011: 60,4 milioni contro i 56,1 milioni (dati sempre relativi al periodo gennaio-agosto)». Il positivo è che rimangono su un livello inferiore a quello del 2010, quando i milioni di ore autorizzate furono 85. Nel dettaglio, il boom è stato soprattutto per la cig ordinaria, con una crescita anche di quella in deroga (per l’artigianato si è trattato di un +9,5) mentre c’è stata una riduzione della cassa integrazione straordinaria. Nel dettaglio, il 2012 conferma quella nuova risalita di cassa integrazione che purtroppo era ricominciata verso la fine del 2011, dopo un periodo di leggera ripresa. Bisogna anche ricordare che il tasso di effettivo utilizzo delle ore è però nettamente inferiore rispetto a quelle concesse: siamo al 53% per le ore autorizzate nel 2011, e al 43% per quelle autorizzate negli ultimi 8 mesi.

IL SALVAGENTE PERDE DI EFFICACIA. “Veneto lavoro” peraltro riesce a offrire anche un’analisi molto più dettagliata per la cassa integrazione straordinaria di agosto: ad avere procedure in corso sono, in Veneto, 387 imprese, «per gran parte delle quali la causa di attivazione del trattamento è rappresentata da crisi aziendale (248 casi), mentre la seconda voce è costituita dall’apertura di contratti di solidarietà (74 casi). Nel trimestre settembre-novembre 2012 cesseranno – salvo rinnovo o ricorso alla deroga – i trattamenti di sostegno al reddito per i dipendenti in cigs di 150 imprese. E la situazione quindi è destinata in questi casi a farsi più difficile.

IL DATO PEGGIORE: LICENZIAMENTI. «Superiore a tutti gli anni precedenti risulta il numero complessivo dei licenziamenti», sottolinea Veneto lavoro. E a colpire è soprattutto la crescita dei licenziamenti individuali «che ha più che compensato la riduzione di quelli collettivi». Per quanto riguarda questi ultimi «gli inserimenti in lista di mobilità a seguito di licenziamenti collettivi «sono stati nel corso del 2008 poco meno di 7 mila (comunque già in crescita del +11% rispetto al 2007, ma poi è arrivata purtroppo la piena. Con la crisi «nel 2009 si è superata la quota di 10mila licenziamenti collettivi e nel 2010 si è confermato lo stesso valore». Poi peggio: «nel 2011 si è giunti vicino ai 12 mila licenziamenti», e adesso «nei primi otto mesi del 2012 si è registrata una tendenza riflessiva».

LICENZIAMENTI INDIVIDUALI. Ma come detto il quadro peggiore è venuto dai licenziamenti individuali, cioè quelli attivati dalle piccole imprese per i quali gli ammortizzatori sociali utilizzabili sono molto meno forti: «l’inserimento in lista di mobilità – ricorda Veneto lavoro – dà diritto ai benefici fiscali a favore delle aziende in caso di assunzione ma non consente ai lavoratori l’accesso all’indennità di mobilità». Questi licenziamenti individuali erano già raddoppiati nel 2009 rispetto al 2008, passando a quota 15 mila. Nei due anni successivi, si erano addirittura registrato un lievissimo calo, mentre quest’anno si è registrato un trend di netta risalita giungendo a quota 18200: è il +33,2%. Sommando i licenziamenti collettivi si giunge a un totale di 24 mila perdite di posto di lavoro, un picco mai raggiunto negli ultimi tre anni.

Piero Erle – Il Giornale di Vicenza – 8 ottobre 2012

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