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Veneto. Tagli all’Arpav, allarme servizi e personale

Tredici milioni di euro da tagliare entro il 2013 dal bilancio consuntivo 2012. Si prospettano mesi di lacrime e sangue per l’Arpav, per la quale i sindacati di categoria temono un riflesso negativo nell’occupazione e nei servizi.

Una circolare dei giorni scorsi della Regione e in particolare del segretario della sanità Mantoan, recependo una norma nazionale, obbliga a tagliare del 20% gli oneri finanziari 2012 dell’Agenzia per la protezione ambientale. «Considerando che il bilancio dell’Arpav è di 47-49 milioni di euro, una sforbiciata di questa portata implica un taglio netto di 13 milioni di euro circa. Ma se si dovesse tagliare questa somma, sarebbe inevitabile il ridimensionamento dei servizi o del personale, un taglio che andrebbe a ripercuotersi sui servizi resi alla popolazione. Quindi meno controlli sul territorio e per l’ambiente; a rischio anche servizi come il centro meteo di Arabba. Insomma, un taglio a un servizio già ridimensionato in passato. Risparmi che hanno portato alla chiusura del laboratorio di Belluno, con il passaggio ad altri incarichi di una decina di dipendenti», commenta Gianluigi Della Giacoma, della Fp Cgil provinciale. Preoccupazione arriva anche dalla segretaria regionale, Assunta Motta. «Ma alcune attività dell’Arpav potrebbe essere riconducibili ad altri settori che non sono quelli socio-sanitari e quindi potrebbero trovare nuove risorse da questi assessorati. Tutto, però, dipende dalla volontà politica per trovare e assegnare le risorse necessarie, altrimenti i servizi verranno tagliati». All’Arpav di Belluno lavorano un’ottantina di persone; 25 sono ad Arabba per le previsioni meteo e valanghe, un servizio che è il fiore all’occhiello di tutto il Veneto. «I lavoratori sono preoccupati per il loro futuro», conclude Motta, «e questo è inevitabile, viste le prospettive». Per questo i sindacati di categoria hanno chiesto all’agenzia regionale un incontro in tempi brevi: «Vogliamo capire quali sono le reali intenzioni e come si farà fronte a questa mannaia imposta da Venezia. Vogliamo sapere cosa è destinato a saltare tra servizi e personale».
Corriere delle Alpi – 4 febbraio 2013

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