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Venezia, boom di contagi: numeri da zona rossa e ricoveri raddoppiati in terapia intensiva Record a Portogruaro. Gli ospedali si riorganizzano: più posti all’Angelo, Civile, Chioggia e Jesolo

Corriere del Veneto. Il numero di nuovi casi è da zona rossa e i ricoveri in terapia intensiva, nelle ultime due settimane, sono raddoppiati. A questo si aggiungono i «venti» in discesa da Nord-Est: la zona del portogruarese, che paga la vicinanza con il Friuli dove i numeri sono fuori controllo, sta registrando un boom di casi che a macchia d’olio stanno intaccando le aree limitrofe. A metà dicembre la situazione rischia di essere drammatica e le Usl stanno aumentando in fretta e furia le aree Covid negli ospedali. I dati di Cura Italia delineano prospettive funeste. Nell’ultima settimana, il Veneziano ha registrato 264 nuovi casi ogni 100 mila abitanti: un’impennata da zona rossa. Il cambio di colore non è però alle porte perché tra i parametri fondamentali c’è quello dei posti letto liberi e sia nell’Usl 3 che nell’Usl 4 c’è ancora ampia disponibilità. Preoccupa però il trend. In 15 giorni sono raddoppiati sia i ricoveri ordinari che quelli in terapia intensiva; con quest’ultimi appannaggio dei no vax. Sabato 13 novembre i ricoverati erano 66 dei quali nove in Rianimazione; oggi sono saliti a 114 con 17 persone in Terapia intensiva.

L’Usl sta correndo ai ripari

Le Usl, visto il trend, stanno correndo ai ripari. La Serenissima ha praticamente completato tutti i potenziamenti previsti in questa settimana. L’attivazione di un’area da 12 posti letto all’ospedale di Chioggia; il potenziamento da 12 a 19 di quelli in forza al Civile e il raddoppio di quelli dell’Angelo che passano da 14 a 28. «Le azioni introdotte evidenziano la pressione a cui il sistema sanitario è sottoposto non solo quanto a carico di lavoro, ma anche quanto alla necessità di continue modifiche delle risposte da offrire alla popolazione — spiega la Serenissima — Ogni settimana, per non dire ogni giorno, il mutare del quadro epidemiologico porta i servizi a modificarsi per rispondere immediatamente alle nuove esigenze». Anche l’Usl 4 sta incrementando i suoi posti letto. Nei giorni scorsi ha già raddoppiato l’area di Malattie infettive dell’ospedale di Jesolo ( da 11 a 22 posti letto) ma, vista la continua crescita dei ricoveri, nel nosocomio dovrebbe presto essere aperto un altro modulo. Nel Veneto Orientale preoccupa l’area più a Nord-Est: Portogruaro, nell’ultima settimana, ha infatti registrato (in proiezione) 382 nuovi casi ogni 100 mila abitanti. «Le zone del portogruarese pagano con ogni probabilità la vicinanza con il Friuli-Venezia Giulia dove sappiamo che il Covid sta viaggiando molto velocemente — spiega la direttrice del dipartimento di prevenzione dell’Usl 4 Anna Pupo — La situazione si sta però purtroppo uniformando in tutto il territorio della nostra Usl». E del Veneziano dove ieri sono stati registrati 412 casi e un nuovo decesso che porta a 2.081 le vittime dall’inizio dell’epidemia.

Hub potenziati per accelerare con le terze dosi

Se le aziende sanitarie stanno aumentando le aree Covid, dall’altro stanno potenziando gli hub per accelerare con le terze dosi. Il problema resta il nodo degli organici, ridotti, che investe anche la medicina territoriale che, alleata fondamentale per le vaccinazioni, paga anche la mancanza di un adeguato ricambio generazionale. Nell’Usl 3, entro dicembre, hanno già comunicato che andranno in pensione altri otto medici di base. Il trend continua da tempo e la penuria di medici di famiglia costringe quelli in attività a sforare spesso il massimale dei 1.500 pazienti. Non sono pochi quelli che ne hanno in carico fino a 1.900.

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