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Venezia. Una sede dell’Oms all’ospedale Civile, studi sulle disuguaglianze sanitarie. Ostlin: il Veneto dimostra che si può coniugare eccellenza e basso costo

Venti locali nuovi fiammanti con pavimenti a parquet e finemente arredati per ospitare meeting e incontri internazionali senza sfigurare, per un totale di 700 metri quadrati. Sono i nuovi uffici dell’Organizzazione Mondiale della Sanità inaugurati ieri all’ospedale Civile all’estremità sud del corridoio San Domenico. Lì dove un tempo era ospitata prima Stomatologia e poi il reparto di Lungodegenza.

Prima dell’arrivo di Napoleone quegli spazi sono stati celle conventuali, ora in quegli uffici si studieranno politiche contro le disuguagliane nella salute e si faranno indagini sulle cause e l’accessibilità alle cure. Di questo, come ha spiegato il capo Christoph Hamelmann, si occuperà l’ufficio veneziano dell’Oms – già attivo per la verità dal 2003 prima a Palazzo Franchetti e poi a Castello negli spazi dei Cavalieri di Malta. Per lo spazio, che fa parte di quell’area monumentale che dal 2013 l’Usl 3 Serenissima ha progressivamente restaurato per dedicare a funzioni culturali come mostre, l’Oms paga l’affitto che all’Usl arriva tramite Stato e poi Regione. Ieri all’inaugurazione non sono mancati i vertici della sanità e della politica veneta. A fare gli onori di casa il direttore generale dell’Usl Serenissima Giuseppe Dal Ben: «Questi luoghi conservano la memoria della sanità veneta, raccolgono il presente e il passato delle pratiche di cura delle persone e della medicina, l’Oms nobilita il nostro compendio ma può ricevere tanto da un ambiente come questo che non è mero museo ma un ospedale efficiente». Il direttore della Sanità veneta Domenico Mantoan ha voluto precisare che «Abbiamo voluto in Veneto la sede dell’Oms perché con orgoglio riteniamo di avere una delle migliori sanità d’Italia, la nostra responsabilità è mantenerla tale e per farlo dobbiamo confrontarci con il mondo: l’Oms è un grande stimolo. La nostra è una sanità accessibile e a basso costo». Un dato, quello della qualità della sanità veneta, confermato da Piroska Ostlin dell’Oms: «la riforma del sistema sanitario veneto dimostra che è possibile raggiungere un livello eccellente nella sanità pur contenendo i costi». L’assessore regionale al Sociale Manuela Lanzarin ha parlato dell’importanza dello scambio di buone prassi con l’Oms come opportunità per il Veneto e lo stesso il presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti che ha sostenuto l’importanza della reciproca collaborazione. A margine Dal Ben, quanto al tema del punto nascite, dopo le preoccupazioni espresse dal Pd cittadino, e dalle Municipalità di Venezia e Lido ha detto: «Si tranquillizzino, abbiamo sempre risposto alle esigenze di Venezia e continueremo a farlo».

Il Corriere del Veneto – 20 gennaio 2017

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