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Veterinaria e Medicina, riammessi 2 mila studenti. Valido per quest’anno il bonus maturità tolto durante i test d’ingresso

Potranno iscriversi subito all’università gli studenti bocciati al test che all’ultimo momento si sono visti «strappare» il bonus maturità, introdotto dall’ex ministro all’Istruzione Giuseppe Fioroni e cancellato, senza che fosse mai prima applicato, dall’attuale titolare del dicastero, Maria Chiara Carrozza: è questa la soluzione trovata dalla commissione Cultura alla Camera che lavora da dieci giorni agli emendamenti del decreto scuola.

I circa duemila ragazzi che avrebbero potuto superare il test di ammissione alle facoltà a numero chiuso (medicina soprattutto, ma anche architettura e veterinaria) se avessero potuto contare sul punteggio aggiuntivo della maturità, ora rientreranno in carreggiata: potranno essere iscritti in sovrannumero ai corsi universitari, anche se l’anno accademico è già iniziato.

Un compromesso, quello trovato faticosamente da Pd e Pdl con l’avallo del governo, che dovrebbe avere il via libera la prossima settimana, quando il provvedimento approderà in Aula. Sempre che non abbia conseguenze impreviste il colpo di scena di ieri sera: il presidente della VII commissione, il pidiellino Giancarlo Galan, ha annunciato le sue dimissioni da relatore del provvedimento, per protesta contro le coperture finanziarie del decreto, che prevedono l’aumento delle tasse su alcolici e birra. Una scelta che non lo spingerà a far cadere tutti gli emendamenti già approvati, specifica però lo stesso Galan in un post su Facebook, «per rispetto del lavoro della commissione e soprattutto per rispetto ai ragazzi che aspettavano la reintroduzione di un diritto che gli avevano negato per errore, il bonus maturità».

Se tutto filerà liscio, comunque, il lavoro di riammissione dei candidati non sarà semplicissimo: «Bisognerà riaprire le graduatorie e assegnare a tutti i ragazzi il voto di maturità — spiega la deputata pd Simona Flavia Malpezzi — che invece non era stato considerato perché il bonus era stato cancellato dal decreto nei giorni del test. Ma così chi si è visto cambiare le regole in corsa avrà giustizia». Una volta riformulate le graduatorie, i ragazzi che con il punteggio del test più il bonus maturità risulteranno ammessi, potranno scegliere il corso a cui iscriversi in sovrannumero: la scelta dovrà avvenire proprio come è successo per i loro colleghi, ovvero potranno accedere a una delle tre facoltà indicate in ordine di preferenza nella domanda in base al punteggio ottenuto (i più bravi hanno la prima scelta, gli altri si accontentano della seconda o della terza) e in base ai posti disponibili in ogni ateneo. Sarà rispettata la proporzionalità dei posti disponibili anche per gli studenti in sovrannumero, per evitare che affollino le facoltà più blasonate. Secondo le stime della commissione, si tratterà di non più di 2 mila ragazzi, che potranno scegliere se iscriversi subito, oppure aspettare l’anno prossimo: è il caso di chi ha ripiegato su altre facoltà, come biologia, e che potrebbe decidere di sostenere gli esami per farseli poi convalidare a medicina l’anno successivo, ma senza affrontare nuovamente il test di ammissione.

«Resta salva la posizione di quanti si sono già iscritti», chiarisce la deputata Elena Centemero (Pdl): l’idea che ha guidato il lavoro della commissione è stata di non ledere i diritti già acquisiti degli studenti. Ma c’è un altro aspetto che l’emendamento al decreto scuola contempla: e cioè la possibilità, anche per gli studenti che hanno dovuto accontentarsi della seconda scelta, di cambiare ateneo, se lo preferiscono, iscrivendosi in sovrannumero nella facoltà preferita. Un esempio: lo studente A ha espresso la sua preferenza, nella domanda di ammissione al test, per la facoltà di Roma, in second’ordine per Torino e infine per Milano. Nella graduatoria è risultato in posizione intermedia, per cui i posti disponibili a Roma sono stati conquistati dai ragazzi con punteggio più alto e lui ha scelto Torino. Con la riassegnazione del bonus maturità si trova nella condizione di vedersi accreditato un nuovo punteggio che gli permette invece di scegliere proprio la prima opzione, cioè Roma. Se vorrà, potrà trasferirsi, anche subito, ad anno accademico iniziato, nella facoltà della capitale, sempre in sovrannumero.

Valentina Santarpia – Il Corriere della Sera – 26 ottobre 2013 

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