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Vicenza. Blitz non autorizzato. Animalisti 100%: 7 indagati

Nel maggio scorso venne organizzata una manifestazione davanti al municipio per dei gatti sequestrati: non era autorizzata

Quel blitz in municipio non era autorizzato: i manifestanti che si erano dati appuntamento davanti al Comune per protestare non avevano incontrato alcuna autorità ed erano entrati all´interno della sala consiliare registrando un video messaggio.

Ora la procura ha avviato le indagini su quell´episodio, che aveva fatto parecchio rumore. Il pubblico ministero Silvia Golin ha iscritto sul registro degli indagati sette militanti del gruppo “Centopercentoanimalisti”, che da anni promuove iniziative di sensibilizzazione e di protesta in favore degli animali. Sotto inchiesta sono finiti Francesca Saggin, 28 anni, di Vicenza; Daniela Polo, 42, di Mira; Sandro Campana, 61, di Marghera; Pierandrea Fagherazzi, 42, bellunese; Annarisa Battisti, 32, e Daniele Miotto, 35, di Campolongo; ed infine Marco Fornasiero, 42, di Preganziol. L´ipotesi d´accusa per tutti, al momento, è di manifestazione non autorizzata.

Il blitz risale al 12 maggio scorso ma la vicenda ha inizio in autunno. Polizia locale, carabinieri, polizia di stato e Ulss si erano recati a Grumolo delle Abbadesse a casa di un operaio che da mesi dormiva in garage. Il motivo? Era talmente innamorato dei gatti che casa sua era diventata di loro dominio; al proprietario andava benissimo, un po´ meno al vicinato per l´odore nausante. Quel giorno furono catturati 104 gatti; l´abitazione era in condizioni igienico-sanitarie terribili. Il proprietario fu denunciato per maltrattamento di animali.

I gatti furono affidati al Comune che li fece portare in una struttura. Questa sistemazione però non era gradita agli appartenenti a “Centopercentoanimalisti”, che la ritenevano non confortevole per i gatti, che non avevano adeguate cure veterinarie. Eppure, aveva replicato il sindaco Scaranto, l´Enpa ritiene idonea la una sistemazione.

Il 12 maggio gli animalisti entrarono in Comune. Furono identificati da carabinieri e polizia, che li segnalarono in procura. Rischiano la multa.

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