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West Nile, ora nasce il Comitato permanente con gli esperti dell’Oms. Un milione dalla Regione. Contagiato un 15enne in Polesine

C’è anche un minorenne, l’unico in Veneto, tra gli ultimi contagiati dal West Nile. Si tratta di un quindicenne di Lusia, Comune del Polesine (insieme alla provincia di Padova il territorio più colpito dall’infezione con 50 casi), che non risulta grave. Accusa i classici sintomi simili a quelli influenzali (febbre, mal di testa, stanchezza), perciò viene seguito ambulatorialmente. E’ uno dei 197 casi segnalati ieri dall’ultimo bollettino diramato dalla Direzione regionale Prevenzione, che specifica: 139 pazienti evidenziano la forma più leggera dell’infezione, mentre negli altri 58 è stata diagnosticata l’aggravante neuroinvasiva. Confermati i 14 decessi registrati dall’inizio dell’epidemia, a luglio.

«Dalla scorsa settimana (189 casi, ndr ) rileviamo una diminuzione dell’intensità dell’infezione — dichiara Luca Coletto, assessore alla Sanità — la nostra rete di sorveglianza entomologica attivata con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie indica una diminuzione della circolazione delle zanzare. Il Piano di disinfestazione straordinaria da noi predisposto in supporto ai Comuni (con un investimento di 500mila euro, ndr ) continua a pieno regime».

Ma per evitare un’altra stagione ad alta circolazione virale, il 2 ottobre Coletto istituirà a Palazzo Balbi il Comitato permanente di gestione dell’infezione da West Nile. Coordinato dalla Regione (ne faranno parte anche il direttore generale della Sanità, Domenico Mantoan, e la responsabile della Prevenzione, Francesca Russo) insieme al prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, sarà composto da: Giorgio Palù, presidente delle Società europea e italiana di Virologia e direttore del laboratorio di Microbiologia dell’Università di Padova, al quale vengono inviati i campioni di sangue dei pazienti per la diagnosi finale; un rappresentante dell’Oms; un esperto dell’Istituto superiore di Sanità; i direttori dei Consorzi di bonifica; il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico di Legnaro, Daniele Bernardini. E’ stato annunciato ieri pomeriggio a Padova, nel corso della Conferenza dei sindaci convocata in Provincia e alla presenza di Coletto, Mantoan e Manuela Lanzarin, assessore del Sociale nella giunta Zaia.

Il Comitato dovrà definire il cronoprogramma, e rispettivi ruoli e competenze, del piano di prevenzione 2019. Stavolta gli interventi di disinfestazione dalle zanzare Culex pipiens, vettori del virus, inizieranno a marzo. Attraverso una stretta sinergia Regione-Comuni-Usl, saranno predisposti per tempo lo sfalcio dell’erba, l’eliminazione di ogni fonte d’acqua stagnante, la disinfestazione sull’intero territorio veneto delle zanzare adulte e delle larve e campagne di informazione ai cittadini. Che dovranno usare gli stessi accorgimenti nelle zone private. A tale scopo l’Azienda Zero indirà le gare d’appalto per l’acquisto delle pastiglie anti-zanzare da inserire nei tombini, che saranno messe a disposizione della popolazione. La stessa struttura potrà lanciare i bandi, in accordo con i Comuni, per reperire le ditte specializzate alle quali affidare le disinfestazioni.

Il prefetto Zappalorto potrà invece emanare ordinanze cogenti e urgenti per imporre lo sfalcio dell’erba, l’eliminazione d’acqua stagnante e il posizionamento delle pastiglie larvicide nelle aree soggette a lottizzazioni private e quindi inaccessibili ai Comuni. La Regione stanzierà un milione di euro per la disinfestazione post-emergenza e vedrà, tra le pieghe del bilancio, di trovare eventuali altri fondi per aiutare i Comuni in difficoltà a pagare gli interventi preventivi.

Ma ieri, vista la partecipazione alla Conferenza dei sindaci del dg dell’Usl 6 Euganea, Domenico Scibetta, si è parlato anche del «caso ospedale di Camposampiero». E relativa fuga di 14 medici, sette dei quali solo da Pediatria, primario compreso. Gli altri hanno lasciato l’Ortopedia, impedendo di fatto l’avvio concreto del Cto a valenza regionale. Sabato i Comuni della zona hanno indetto una manifestazione davanti all’ospedale. «Vogliamo mantenere le alte professionalità che da sempre ci caratterizzano ed evitare che la provincializzazione delle Usl comporti una tendenza alla centralizzazione», dice Katia Maccarrone, sindaco di Camposampiero. «Smentisco qualsiasi ipotesi di ridimensionamento della Pediatria di Camposampiero — replica Coletto —. I concorsi per l’assunzione di cinque nuovi pediatri in sostituzione di quelli che si sono dimessi saranno fatti entro metà ottobre».

Scibetta parlava di otto pediatri, in realtà.

CORVENETO

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