Zaia e Tosi, leghisti contro sui cervi del Cansiglio. Lo scontro politico in vista del 2015
Passa per i cervi del Cansiglio lo scontro politico, all’interno stesso della Lega Nord, tra il sindaco di Verona Flavio Tosi e il governatore Luca Zaia.
Quest’ultimo ha stoppato la caccia ai 1200 cervi in sovrannumero, nell’antico bosco della Serenissima, depotenziando gli assessori regionali Daniele Stival e Franco Manzato che stavano concordando con i sindaci e gli allevatori un accordo per l’abbattimento di 400 cervi l’anno per tre anni.«Non possiamo permetterci quella che sarebbe venduta mediaticamente, in tutto il mondo, come una mattanza, mettendo a repentaglio la nostra principale industria, quella turistica», ha spiegato il presidente del Veneto Luca Zaia, che ha quindi proposto la sterilizzazione chimica delle cerve per alcune stagioni. Il presidente si è attirato in questo modo il plauso degli ambientalisti e degli animalisti. Immediate le reazioni nel mondo della caccia e in quello leghista. In particolare da parte dell’assessore Stival, uno dei componenti della giunta più vicino a Tosi, incavolato anche perché Zaia gli ha sottratto la delega all’immigrazione.
È arrivata, a questo punto, la vendetta politica. «Come presidente regionale di Federcaccia chiedo all’assessore regionale alla caccia Daniele Stival di riportare in giunta regionale la proposta di sottoporre a controllo numerico, tramite abbattimento delle quote indicate dagli studiosi, i cervi del Cansiglio», ha formalmente chiesto Tosi la vigilia di ferragosto. Il segretario regionale del Carroccio si tiene lontano dalla diretta polemica politica, parla con il suo ruolo tecnico e non si rivolge a Zaia, bensì all’assessore. Tosi tira in ballo motivazioni tecniche, ovviamente non politiche. «Se la situazione non verrà regolamentata saranno ulteriormente esposte al rischio di distruzione le piantagioni del bosco del Cansiglio, che non avranno un rinnovo nei prossimi vent’anni o trent’anni. Allo stesso modo – insiste Tosi – saranno esposti a rischio epidemia i cervi stessi che, essendo presenti in sovrannumero rispetto alla superficie a loro disposizione e data la loro estrema fragilità, sono messi nella condizione di sviluppare malattie». Il governatore Zaia non condanna la caccia all’esterno della foresta, ma non la ammette all’interno del demanio. «Dovranno passare sul mio corpo» ha dichiarato ripetutamente. E, a quanto dicono i bene informati, non cederà neppure davanti al presidente di Federcaccia. Il caso, dunque, diventa politico. È anche vero, tuttavia, che nella stessa Lega c’è chi sostiene le posizioni del governatore. Non il tosiano di ferro Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso, in polemica ripetutamente con Zaia sul piano politico. Anzi, secondo Muraro il riequilibrio naturale dovrebbe materializzarsi attraverso l’introduzione dell’orso e del lupo. «È evidente, in ogni caso, che è scattata la precampagna per Veneto 2015» chiosa l’europarlamentare Giancarlo Scottà, di Vittorio Veneto, cacciatore ma vicino a Zaia
La Tribuna di Treviso – 20 agosto 2013