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Zika, otto casi e timori per l’estate. La Regione prepara disinfestazioni. Al direttore generale Oms consegnato dalle minoranze un dossier sull’inquinamento da Pfas

Zika è un’emergenza di sanità pubblica, per questo il Veneto dev’essere pronto ad affrontarla. Allarme e contromisure sono stati lanciati ieri a Venezia, nel corso dell’incontro bilaterale tra i vertici della Regione e dell’Organizzazione mondiale della sanità, a confronto su criticità (e relative strategie) come tumori, cronicità ed appunto il virus che sta spaventando il mondo. «So che le autorità venete hanno una forte esperienza nel controllo delle malattie trasmissibili, ma bisogna che ogni cittadino faccia la sua parte», si è raccomandata Margaret Chan, direttore generale dell’Oms.

La signora sa di cosa parla: fu lei che nel 2003, da numero uno della Sanità ad Hong Kong, sconfisse la pandemia di Sars. Insieme ai sei direttori regionali, e cioè continentali, Chan rimarrà in laguna fino a sabato, per visitare tra l’altro l’isola del Lazzaretto e la basilica della Salute, esempi della plurisecolare vocazione veneziana alla gestione delle epidemie. «Credo fermamente che chiunque si occupi di salute pubblica dovrebbe venire a Venezia e imparare da Venezia», ha detto la cinese nell’androne di Palazzo Ferro Fini, dov’è stata ricevuta dal presidente del consiglio regionale Roberto Ciambetti («Ma non avremo mai finito di imparare, per migliorare ancora la nostra qualità», le ha risposto lui).

La delegazione internazionale ha voluto espressamente conoscere la risposta della Regione all’emergenza Zika. Così in aula Francesca Russo, dirigente regionale del servizio di Sanità Pubblica, ha fatto il punto della situazione: finora 8 casi accertati, notificati dagli ospedali di Treviso, Venezia, Padova, Vicenza e Feltre, relativi a viaggiatori di ritorno da Venezuela, Repubblica Dominicana, Martinica, Haiti, Santo Domingo e Yucatan. Due i tipi di sorveglianza attivata: clinica («per captare i sintomi e le eventuali complicanze») ed entomologica («per farci trovare preparati nel momento in cui dovessimo verificare che anche le nostre zanzare sono diventate vettori di contagio»). Per questo in collaborazione con l’Istituto zooprofilattico delle Venezie è stata avviata una mappatura dell’aedes aegypti, per cui sono previste l’implementazione del sistema di trappole approntato (al ritmo di una ogni 15 chilometri) per il virus West Nile e una serie di disinfestazioni straordinarie sostenute finanziariamente dalla Regione. «Zika è attualmente l’argomento sanitario più caldo al mondo – ha evidenziato Chan – e dobbiamo lavorare sodo per dare risposte alla sua minaccia. Ma siccome questa malattia si trasmette primariamente attraverso le zanzare infette, la prima linea di difesa è costituita dal contenimento di questi insetti. Ed in questo ogni individuo veneto può giocare un suo ruolo, visto che due terzi delle zanzare colpiscono nelle case. Perciò è fondamentale evitare di tenere quantità di acqua sotto le piante e in generale ristagni dell’acqua domestica. Ma sono totalmente fiduciosa sul fatto che il governo regionale abbia le conoscenze e la prontezza per far fronte a questa problematica».

Alla dottoressa Chan è stato pure consegnato un dossier sull’inquinamento del Movimento 5 Stelle, che domani a Venezia presenterà un esposto al procuratore Luigi Delpino contro la commissione regionale sui Pfas, tema che interessa anche all’Oms. «Finora non siamo stati coinvolti – ha detto il direttore europeo Zsuzsanna Jakab – ma abbiamo ricevuto oggi informazioni tecniche sull’entità del problema e siamo disponibili ad affrontarlo e discutere insieme».

Angela Pederiva – Il Corriere del Veneto – 17 marzo 2016 

Il comunicato del Consiglio – Oms in Consiglio regionale: “Qui è nata la sanità pubblica e chiunque si occupi di salute pubblica dovrebbe venire a Venezia”

 “Qui è nata la sanità pubblica”. Margaret Chan, direttore generale dell’Oms a palazzo Ferro Fini sede del Consiglio regionale del Veneto non ha dubbi e ripete più volte il ruolo che ebbe nella storia la Serenissima con scelte di straordinaria lungimiranza “qui sono state realizzate le prime forme di politiche sanitarie pubbliche” spiega la massima dirigente dell’Organizzazione mondiale della sanità. Il presidente del Consiglio regionale, Roberto Ciambetti, le fa eco: “Oltre al Lazzareto e all’Istituzione del Magistrato di Sanità la Repubblica fu il motore dell’Orto Botanico a Padova e sempre nell’Università patavina il teatro anatomico con le sue lezioni di anatomia proibite dalla Inquisizione ma permesse appunto dalla Serenissima che aveva capito l’importanza della ricerca, prevenzione e cura. Per la Repubblica di Venezia il benessere del cittadino era il benessere della nazione”. Ma non c’è solo il passato straordinario di Venezia ad essere stato al centro dell’incontro istituzionale tra la delegazione dell’Oms, con tutti i direttori delle sei aree in cui l’Onu ha diviso il mondo, e i vertici delle Istituzioni regionali. C’è anche il presente che spiega come “il costo medio per abitanti della sanità veneta è di circa 2 mila Dollari Usa pro-capite contro quello tedesco di 3.600 dollari – spiega Domenico Mantoan , Direttore generale della sanità veneta – L’incidenza nel Pil per noi è di 6.8 punti contro gli 8.4 della Germania e il 9.7 dell’Olanda”. Nonostante una spesa contenuta “inferiore alla media Ue e inferiore alla media italiana” rimarca Ciambetti, in Veneto l’aspettativa di vita è mediamente di 83 anni “con tutte le problematiche che l’invecchiamento della società comporta ad iniziare dal 25 per cento dei cittadini ultra settantacinquenni con problemi di disabilità” sottolinea Mantoan. Ai dati positivi si contrappongono le nuove sfide: “Stiamo vivendo un’epoca di cambiamenti epocali, grazie alle tecnologie e alla scienza, ma la nostra – spiega Ciambetti parlando ai direttori generali dell’Oms – è un’epoca anche di profondi mutamenti climatici che determinano nuovi scenari, tra siccità, inondazioni, inquinamento atmosferico e concentrazioni di polveri, con impatti profondi nei sistemi produttivi e nelle coltivazioni agricole. A fianco di antichi mali, a iniziare dalla fame e malnutrizioni, emergono nuove patologie, mentre l’inquinamento inizia ad essere causa di mortalità oltre che fattore di diffusione di vecchie e nuove patologie”. La direttrice generale dell’Oms, Margaret Chan concorda: “Ho parlato proprio di questi temi in videoconferenza con il presidente della Banca Mondiale e in effetti i mutamenti climatici combinati quest’anno con il Niño e le inondazioni e fasi di siccità che esso provoca aggravano gli scenari già complessi in cui operiamo. In questo contesto grave credo che la flessibilità del sistema veneto sia di straordinaria importanza” Sulla stessa lunghezza d’onda anche la dottoressa Matshidiso Rebecca Moeti, direttrice Oms per l’Africa: “Dovreste venire a Brazzaville in Congo a spiegare ai paesi africani come funzione il vostro sistema, quali vantaggi comporta la sua flessibilità”. E alle parole della Moeti replica Zsuzsanna Jakab, direttrice Oms Europa: “Voi conservate il segreto di lunga vita e noi dobbiamo studiare la vostra eccellenza e capire come possiamo esportarla in altre realtà”. E in chiusura Margaret Chan sintetizza il significato di queste giornate di studio veneziane e l’incontro con il Consiglio regionale del veneto: “il Veneto sul fronte sanitario è all’avanguardia e chiunque si occupi di salute pubblica dovrebbe venire a Venezia”.

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