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Zooprofilattico della Sardegna: ultimi risultati sanità veterinaria

Dalla contaminazione da melamina agli allergeni negli alimenti, dai fattori genetici che influenzano l’insorgere delle malattie animali all’echinococcosi cistica umana. Sono solo alcuni dei temi affrontati i giorni scorsi dagli esperti dell’Istituto Zooprofilattico della Sardegna, che in un convegno ad Alghero hanno illustrato gli ultimi risultati in tema di ricerca scientifica applicata alla sanità veterinaria.

Un appuntamento ideato per presentare agli operatori sanitari del territorio l’attività di studio finanziata negli ultimi tre anni dal ministero della Salute e che ha chiamato a raccolta veterinari, biologi, chimici e addetti ai lavori di tutta la Sardegna. Tre le macroaree sulle quali si sono concentrati gli interventi dei relatori: sicurezza alimentare e patologie trasmissibili all’uomo, malattie animali e nuovi sistemi di diagnosi. A coordinare i lavori Marco Ianniello e Pierfrancesco Catarci del Dipartimento per la sanità pubblica veterinaria, la nutrizione e la sicurezza degli alimenti del Ministero della Salute, che hanno parlato anche dell’importanza della ricerca negli istituti zooprofilattici.

«Un lavoro sempre rivolto alla realtà locale e al contesto produttivo della regione» ha detto Giovanni Maria Carboni, presidente del consiglio di amministrazione dell’istituto. Come lo studio sulle mastiti ovine condotto dal dottor Gavino Marogna, che ha individuato i fattori genetici che favoriscono l’insorgenza di una delle principali patologie degli allevamenti sardi. Oppure la ricerca sulla diagnosi di echinococcosi cistica umana, una malattia trasmessa dagli animali (zoonosi) che registra oltre 100 casi all’anno in Sardegna e che viene ancora sottovalutata.

Nel campo della sicurezza alimentare, invece, l’indagine dell’Istituto si è concentrata sul miglioramento della filiera dei prodotti caprini e sul tentativo di definire una mappatura genetica dei formaggi locali in grado di smascherare qualsiasi imitazione commerciale. Ma non è finita qui. Anche gli scandali del latte alla melamina cinese e la presenza di allergeni negli alimenti sono finiti sotto la lente di ingrandimento dei ricercatori dello Zooprofilattico: nel primo caso su input del ministero della Salute, che ha realizzato una rete nazionale di controllo con i sistemi sviluppati dagli Izs; nel secondo per la stessa sensibilità degli esperti, che di fronte a etichette poco chiare hanno realizzato due nuovi metodi di diagnosi per la rilevazione delle proteine delle uova e del latte, accreditate a livello internazionale.

La ricerca del “Pegreffi” ha dato risposte anche sull’epidemia di tubercolosi bovina che ha infestato il Goceano fino all’anno scorso e si è concentrata su particolari aree produttive della nostra regione come il compendio di Arborea, dove è stata individuata la presenza di un’alga responsabile della mastite nei bovini e di particolari microrganismi patogeni nell’acqua. Per fortuna l’analisi sul campo ha escluso fattori di rischio immediato, ma ha dato utili indicazioni per il miglioramento della prevenzione negli allevamenti. Ora si attendono gli sviluppi delle ultime ricerche per mettere a punto nuovi sistemi di diagnosi e profilassi, mentre per conoscere i dettagli degli studi sarà necessario attendere la pubblicazione sulle riviste scientifiche. Il mondo della ricerca, infatti, è molto competitivo e rivelare in anticipo i particolari di una scoperta può valere un brevetto.

9 maggio 2011

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