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Caso Zooprofilattico Foggia, Castelluccio: Istituto in decadenza

Polemica sull’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e Basilicata. Questa mattina Angelo Castelluccio, esponente del PD ed assessore della giunta Mongelli ma Medico Veterinario di professione, ha inviato una lettera ai giornali, nella quale esprime le sue opinioni sulla gestione attuale dell’Istituto.

‘Ho letto con attenzione – scrive Castelluccio – la nota di risposta del presidente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e Basilicata, che ha sede nella nostra città, all’interrogazione puntuale del consigliere regionale Antonio De Caro sullo stato dell’arte dello stesso istituto e ritengo utile esprimere alcune valutazioni.

Partendo dalla masseria a cui fa riferimento il presidente: probabilmente si tratta di un immobile di sua proprietà.

L’IZS di Foggia è stato il fulcro della ricerca e della scienza veterinaria, permettendo alle Regioni Puglia e Basilicata di essere all’avanguardia nella tutela del patrimonio zootecnico e di rappresentarne un punto di riferimento imprescindibile per qualsiasi attività di profilassi e pianificazione degli interventi di salvaguardia della sanità animale e della salute umana.

Tutto questo, non me ne voglia il presidente ,fino al suo arrivo.

L’IZS ha accolto professionisti e ricercatori eccelsi ed amministratori seri e motivati. Colleghi che sono stati gratificati e riconosciuti anche a livello accademico, come il professor Vezio Puccini (parassitologo di fama mondiale) o Tommaso Corsalini (docente di malattie infettive all’Ateneo di Bari), e grandi uomini di scienza come il professor Sobrero o il professor Battelli.

Anche io, insieme a generazioni intere di veterinari, mi sono formato alla corte della scienza veterinaria dell’Istituto Zooprofilttico di Foggia e al cospetto di veri maestri. Questo, non me voglia il presidente, fino al suo arrivo.

Noi nelle masserie ci siamo andati, ma dopo avere imparato all’IZS ciò che serviva sapere per affrontare adeguatamente profilassi ed eradicazione di malattie storiche come il carbonchio ematico, l’afta epizootica e tante altre di cui il presidente, probabilmente, non conosce neanche la denominazione. Ciascuna di queste patologie animali è stata affrontata sul campo, in quelle masserie dove personalmente ho trovato più dignità, decoro e rispetto per la professione veterinaria di quanto ne dimostra il presidente.

A tutela del proprio onore, farebbe bene ad evitare paragoni bucolici.

Avremmo apprezzato il suo lavoro all’IZS se l’avesse ricondotto ai fasti riconosciuti quando era “la masseria” che lei dice fosse. Invece, la debolezza e la miopia della politica, compresa quella espressa dal partito in cui milito, poteva permettere una situazione di questo genere. E’ questa politica che il presidente ed il consiglio di amministrazione non rinnovato da tempo immemore devono ringraziare per la poltrona su cui siedono immeritatamente.

La invito, signor presidente, a compiere un solo atto utile: apporre la firma delle sue dimissioni sul libro che narra la storia del nostro nobile Istituto. Noi veterinari cercheremo di dimenticarLa prima possibile.

Situazione Izs Foggia, il capogruppo Decaro interroga l’assessore Fiore  

“Scarso sviluppo, reclutamento del personale senza concorso pubblico, mancato rinnovo del Consiglio di amministrazione, e Direzione sanitaria affidata d’ufficio a una persona dichiarata non idonea”.

Sono alcuni dei problemi oggetto di una interrogazione sulla situazione dell’istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata, presentata dal capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, all’assessore regionale per le Politiche della salute, Tommaso Fiore.

Nell’interrogazione Decaro chiede all’assessore quali iniziative intenda assumere, di concerto con il presidente e la Giunta regionale della Puglia, nonché con gli analoghi organo di governo della Regione Basilicata, per sanare le anomalie e rilanciare l’attività di ricerca e istituzionale dell’istituto.

“L’istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata (IZS PB), la cui sede centrale è a Foggia con succursali in altre grandi città tra le quali Taranto, Brindisi e Lecce – ricorda Decaro – è quello che meno di ogni altro in Italia si è sviluppato negli ultimi 20 anni, e ha svolto solo una limitata e marginale attività di ricerca”.

“Inoltre – aggiunge – la politica di reclutamento del personale è stata orientata, in questi anni, esclusivamente alla presa in servizio di personale con contratto interinale o borsa di studio, senza che siano mai stati banditi avvisi pubblici per personale a tempo determinato, nonostante i considerevoli avanzi di bilancio che sono stati in parte utilizzati per l’acquisto di un terreno adiacente alla sede centrale di Foggia”. “Questo – sottolinea – ha favorito l’emigrazione intellettuale di molti giovani che si sono formati nei nostri laboratori ma ora lavorano in altre regioni dove hanno vinto concorsi pubblici”.

“La gestione dell’istituto Zooprofilattico – aggiunge Decaro – è affidata a un Consiglio di Amministrazione in carica dal lontano 1990 (con un Presidente pro-tempore in carica dal 93) e composto da soli tre membri della Puglia (tutti della provincia di Foggia). Mentre sono ben cinque i membri della Basilicata”.

“La Direzione sanitaria – rileva inoltre il capogruppo – avrebbe dovuto essere affidata al vincitore del relativo concorso espletato nel 96. Ma quando il vincitore fu trasferito, la Direzione venne affidata d’ufficio a una persona dichiarata non idonea dal suddetto concorso. Il direttore non idoneo – precisa – avrebbe dovuto ricoprire questo ruolo per un periodo strettamente necessario all’espletamento di una nuova procedura che però, fino ad oggi, non c’è mai stata”.

“Inoltre – conclude il consigliere – la Puglia e Basilicata sono le uniche regioni d’Italia, insieme ad Abruzzo e Molise, a non aver recepito la legge di riordino degli Istituti Zooprofilattici (n. 270 del 1993)”.

Infine Decaro ricorda che gli istituti Zooprofilattici “fanno ricerca di base, anche in collaborazione con le Università e gli Istituti scientifici nazionali e internazionali. Assicurano il supporto tecnico-scientifico nella farmaco vigilanza veterinaria; monitorano, attraverso l’istituzione di osservatori epidemiologici, la diffusione delle malattie infettive e assicurano il loro controllo sul territorio, con particolare riferimento alle malattie dagli animali trasmissibili all’uomo. Provvedono al controllo degli alimenti destinati al consumo umano ed allo sviluppo di ricerche sui fattori di rischio per la salute umana; assicurano una costante formazione del personale veterinario e tecnico; intervengono nelle emergenze sanitarie soprattutto per quelle che possono avere ripercussioni sulla salute umana e svolgono altre attività di competenza veterinaria che hanno come finalità la tutela della salute umana”.

Newsgargano.com

19 novembre 2010

Il presidente IzsPB Valerio risponde al capogruppo Pd al Consiglio regionale

A seguito dell’interrogazione dell’ing. Antonio Decaro, capogruppo PD al Consiglio regionale della Puglia, il Presidente dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata, Giuseppe Valerio, gli ha inviato una lettera che pubblichiamo integralmente. “Egregio Presidente, ho letto sulla stampa una Sua interrogazione sull’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata. Non so da chi o dove ha assunto le notizie oggetto della Sua attenzione. Ad ogni modo Le scrivo questa nota con l’intento di darLe informazioni più complete o meno lacunose.

1. Supposto mancato sviluppo dell’ente. Chiunque abbia conoscenza di questo Istituto sa cos’era venti anni fa e cosa è oggi. Da noi si diceva che fosse una “masseria”. Testimonianze fotografiche e filmate documentano abbondantemente questa asserzione. Un nostro dirigente, da poco in pensione, ha voluto tracciare in un volume la storia del nostro Ente e documentare, appunto, i progressi specie degli ultimi anni durante i quali sono state raggiunte punte di eccellenza tanto da essere riconosciuti come riferimento nazionale, per esempio, per la radioattività negli alimenti, l’antrace e l’irraggiamento dei cibi.

2. Attività di ricerca. Fare ricerca è parte della mission istituzionale dell’Ente e per fare buona ricerca, a nostro avviso, c’è bisogno di alcuni elementi essenziali: le persone, l’ambiente, le attrezzature, le risorse. Tutti questi elementi sono presenti nell’Istituto Zooprofilattico della Puglia e della Basilicata. I nostri dipendenti, specie i dirigenti ed i tecnici, sono stati e sono continuamente stimolati a svolgere, oltre ai compiti istituzionali e di routine, anche ricerca. Vengono favoriti nei contatti, nella partecipazione a meetings, seminari, convegni ed incontri sia in Italia sia all’estero. A loro vengono fornite tutte le attrezzature e le strumentazioni, sofisticate e costose, richieste. E’ poi evidente che tutta l’attività non sempre raggiunge i risultati sperati, ma ciò è tipico di ogni attività di ricerca, che progredisce per tentativi. Mi piace sottolineare un altro aspetto. I nostri tecnici fino a venti, quindici anni fa erano i “discepoli obbedienti” degli ambienti universitari, oggi sono loro “competitors” e ciò, mi sia consentito dire, grazie anche alla nostra politica gestionale improntata alla valorizzazione delle risorse umane disponibili a fare ricerca.

3. Assunzioni. Premetto che in questo ente ogni assunzione si basa sulla normativa vigente ed avviene o per concorso o per selezione pubblica, tranne le stabilizzazioni ed il lavoro somministrato che sono regolati da una normativa speciale. Fino ad una certa data le assunzioni di personale precario sono avvenute tramite un concorso per personale a tempo determinato ma, esaurita nel tempo la graduatoria, si è preferito, dopo l’approvazione della nuova Dotazione Organica del personale, bandire concorsi pubblici per lavoro a tempo indeterminato, da cui eventualmente attingere le necessità per lavoro temporaneo. A tutt’oggi si è provveduto alla stabilizzazione ed alla conseguente assunzione di n. 27 lavoratori precari, n. 4 lavoratori portatori di handicap, n. 2 tecnici di laboratorio per mobilità, n. 17 vincitori di un concorso pubblico recentemente espletato, per un totale complessivo di n. 50 unità lavorative. Va pure precisato che le borse di studio sono tipiche di enti come il nostro, in quanto la formazione è compito istituzionale degli IIZZSS ed, infine, sono borsisti anche quelli che lavorano alle ricerche dell’istituto o finanziate dal Ministero della Salute o da altri enti. Anche i borsisti, però, vengono selezionati attraverso avvisi pubblici e prove selettive. 4. Considerevoli avanzi di bilancio. E’ uno dei vanti di questa amministrazione. Non graviamo sulle Regioni, svolgiamo i compiti affidatici dalla legge, facciamo ricerca e progetti, supportiamo le regioni di riferimento con attività e servizi extra (per es.anagrafe animale e canina, osservatorio epidemiologico, piani per la brucellosi, la blue tongue, la West Nile disease, le trichine ecc…, sostituendoci alle AASSLL) e chiudiamo da dieci anni i bilanci di esercizio con avanzi di amministrazione che abbiamo utilizzato per rinnovare o costruire le nostre sedi in ogni provincia della Puglia e della Basilicata, per rinnovare o acquistare sofisticate apparecchiature ed attrezzature, facendo delle nostre sedi, prima allocate in ambienti di fortuna in fitto, moderni “policlinici”. E’ rientrata in questa politica anche l’acquisto di un suolo adiacente e confinante con la struttura della sede di Foggia in vista di ulteriori allargamenti di attività e di programmi che altrimenti sarebbero sacrificati per mancanza di spazi. Approfitto della presente nota per invitarLa a visitare la nostra sede al fine di constatare de visu la realtà del nostro Istituto, come hanno fatto e fanno altri suoi colleghi regionali o parlamentari nazionali, dando atto di una realtà di cui sia la Puglia sia la Basilicata possono darsi vanto. Colgo la circostanza anche per dirLe che da tempo siamo pronti per costruire con fondi degli avanzi di bilancio un’altra sede nella nuova provincia BAT ma non riceviamo ancora l’autorizzazione regionale.

5. Rinnovo del CdA. Il CdA è stato eletto in misura paritaria dai rispettivi consigli regionali di Puglia e Basilicata. Nel corso del tempo sono venuti meno alcuni rappresentanti, ma a differenza della Basilicata che ha provveduto alla sostituzione, la Puglia, pur investita del problema, ha sempre soprasseduto. Quindi siamo rimasti in carica tre pugliesi e sei lucani – senza per altro dare corso all’alternanza nell’incarico di Presidente, previsto dagli accordi interregionali alla scadenza di ogni al mandato – in attesa che venisse rinnovato il CdA. Chiarisco che la nostra Regione non è l’unica a non aver applicato il D.Lvo 270/93 – quello che prevede un CdA con cinque membri, un Direttore generale ed un Collegio di revisori – poichè in questa situazione sono rimasti anche l’Abruzzo-Molise e la Campania-Calabria. Ma anche le altre regioni hanno legiferato in difformità al 270/93 – si pensi alla Lombardia-Emilia che ha un CdA di sette anzichè cinque membri – poichè il 270/93 è stato dichiarato incostituzionale con sentenza n. 124/94 della Corte Costituzionale proprio in due punti fondamentali che riguardano la nomina del Direttore Generale ed il Collegio dei revisori. Il Parlamento nazionale, accogliendo un decreto del governo DL 542/96 art. 4 co. 2 con Legge n. 649/96 ha prorogato gli organi in carica fino alla nomina del Direttore generale e del nuovo CdA, una proroga quindi specifica per gli IIZZSS essendo successiva a quella riguardante gli enti pubblici in generale. Finora il vulnus non è stato sanato e le regioni, attraverso la Conferenza Stato-Regioni, stanno cercando di trovare una soluzione alla luce della modifica del Titolo V della Costituzione e alle successive leggi sul federalismo, stabilendo e differenziando le competenze tra Stato e Regioni per poi attribuire a ciascuno le funzioni di legislazione, vigilanza e controllo sugli IIZZSS. 6. Nomina del direttore. Al pensionamento del direttore Goffredo ed in attesa del nuovo direttore il CdA nominò come facente funzioni il più anziano dei dirigenti. Espletato il concorso, fu nominato vincitore il dr Domenico Fenizia il quale dopo qualche mese accettò l’incarico di direzione presso l’IZS di Portici, sua precedente sede di servizio come dirigente. Al suo posto fu chiamato il dr. Bestetti, secondo ed ultimo in graduatoria ma lo stesso, lavorando in Svizzera, rinunciò all’incarico. Il CdA procedette ad un nuovo bando di concorso, ma un ricorso costrinse l’amministrazione, dopo l’acquisizione di un parere pro veritate di un legale, a riformularlo seguendo le indicazioni dell’avvocato. Nel frattempo entrava in vigore il DLvo 229 del 19.6.1999 secondo il quale si potevano portare a termine solo gli avvisi pubblici pubblicati prima dell’entrata in vigore del decreto. L’ufficio del personale proponeva pertanto di annullare l’avviso in questione. Insomma l’Istituto si veniva a trovare in una situazione particolare poichè il direttore è figura importante e, in alcuni casi imprescindibile, per il funzionamento dell’ente. Perciò il CdA decise di affidare un incarico temporaneo così come previsto dal D.Lgs 29 art. 19 co 6 (su questo nemmeno il Ministero ha sollevato obiezioni). Al termine dell’incarico si è ritenuta e valutata altamente positiva l’azione dell’incaricato e gli si è rinnovato l’incarico. Naturalmente tutto ciò lo esprimo in sintesi. Ove Lei lo ritenesse utile o opportuno sarei ben lieto di chiarire ulteriormente o fornire altre notizie direttamente presso i suoi uffici alla regione. Nel frattempo mi è gradito porgerLe i più distinti saluti”.

teleradioerre.it

22 novembre 2010

 

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