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A Treviso gli ASU sostituiranno il veterinario ufficiale? La Fnovi: iniziativa che eccede i limiti della competenza locale. E chiede un incontro con i Ministeri

Comunicato Fnovi. Si può fare sicurezza alimentare con un surrogato del Veterinario Ufficiale? L’Azienda ULSS 9 di Treviso si appresta ad inserire nella propria organizzazione aziendale la figura dell’Assistente Specializzato Ufficiale (ASU) prevista dal Regolamento (CE) n. 854/2004. L’obiettivo dichiarato è di ridurre i costi a carico degli operatori del settore alimentare, nel corso delle verifiche, nei macelli, sul benessere degli animali, audit e ispezioni ante e post mortem. In economia, un bene succedaneo è infatti quel bene  che va a sostituire quello di maggior valore nella soddisfazione del medesimo bisogno.

Il progetto vedrebbe l’Azienda ULSS definire requisiti culturali e di formazione dell’ASU: 500 ore di formazione teorica e 400 di formazione pratica presso l’Università di Padova. Ammessi al corso sarebbero i tecnici della prevenzione e SIAN, i laureati e gli studenti CSISA (Corso di sicurezza igienico sanitaria degli alimenti). I candidati con CV pregresso potrebbero usufruire di percorso abbreviato. Già dopo due settimane, questi profili  potrebbero trovare impiego, sia pure in modo limitato (ad esempio su una specie o in una sola fase delle verifiche).

Le informazioni in possesso della Fnovi in merito all’ASU sono sufficienti a promuovere in tempi rapidi un incontro per avviare una profonda riflessione su una nuova organizzazione della professione.  Secondo la Federazione ci sono le condizioni per un percorso che coinvolga i Ministeri della Salute e dell’Università e della ricerca, le Università, le articolazioni culturali e professionali, che tenga conto del cambiamento dei bisogni.

L’iniziativa di Treviso, secondo gli stessi proponenti presenta più di una criticità: l’individuazione del profilo sanitario, i costi accademici, il coinvolgimento dei dirigenti e gli “ostruzionismi di categoria”. Comportamenti questi ultimi, che così banalizzati dai proponenti, sono culturalmente ingiustificabili.

Non di ostruzionismo si tratta. Azioni come quella ipotizzata dall’Azienda trevisana vanno censurate in quanto non in grado di bilanciare interessi nazionali, regionali e locali ed assicurare politiche di programmazione coordinate.

Per la Fnovi, l’iniziativa eccede i limiti regolatori di competenza locale: lo Stato ha legislazione esclusiva nella determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, il più rilevante dei quali è la salute, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Le stesse norme generali per la tutela della salute, la sicurezza alimentare e la tutela e sicurezza del lavoro sono di competenza dello Stato, così come la legislazione sull’ordinamento delle professioni intellettuali.

autore: Ufficio stampa Fnovi

29 dicembre 2014 

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