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    Home»Notizie ed Approfondimenti»Accordo pensioni a 67 anni. Bossi: trovata intesa ma pessimista
    Notizie ed Approfondimenti

    Accordo pensioni a 67 anni. Bossi: trovata intesa ma pessimista

    pecore-elettricheInserito da pecore-elettriche25 Ottobre 2011Nessun commento6 Minuti di lettura
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    Il leader della Lega: «Individuata una strada, vediamo cosa dice l’Ue». Gelmini: sì del Carroccio all’innalzamento a 67 anni per i trattamenti di vecchiaia di donne e uomini

    L’Europa vuole risposte entro mercoledì, il governo risponderà già entro questa sera con una lettera del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ai partner comunitari. L’annuncio arriva dopo il vertice di maggioranza convocato dal premier dopo le fibrillazioni nate lunedì nella maggioranza sull’ipotesi di una revisione del sistema pensionistico. E un esito positivo pare arrivare dal confronto tra Pdl e Lega dopo che un primo incontro si è concluso con un nulla di fatto. In ambienti dell’esecutivo si conferma che Berlusconi andrà mercoledì a Bruxelles per illustrare le iniziative che il governo intende prendere per combattere la crisi economica. Nel frattempo sta limando la lettera che sarà recapitata ai vertici comunitari. In sostanza, Pdl e Lega avrebbero trovato un’intesa che non tocca le pensioni d’anzianità (come ribadirà in serata anche il Senatur). A chiarire meglio i contorni dell’intesa è il ministro Mariastella Gelmini: sì del Carroccio all’innalzamento a 67 anni per i trattamenti di vecchiaia di donne e uomini del settore pubblico e privato, aumentando gradualmente l’età pensionabile dal 2012 al 2025. Nell’accordo sarebbe poi contemplata la possibilità di intervenire su invalidità e reversibilità, baby-pensionati e pensioni d’oro.

    ALFANO E BOSSI – Il segretario del Pdl Angelino Alfano, nel corso di una registrazione di Porta a Porta, assicura che un accordo nel governo sulle misure da presentare all’Europa è stato raggiunto. «Anche oggi abbiamo dimostrato che tiene il rapporto tra due partiti che hanno assicurato stabilità e riforme al Paese». «Siamo consapevoli tutti delle difficoltà – sottolinea Alfano – l’unità è raggiunta attorno alla decisione di rispondere puntualmente all’Europa con puntualizzazioni che riguardano le cose sin qui fatte e le cose che si intendono fare per la crescita». E anche Umberto Bossi, che per tutta la giornata ha parlato di una «situazione molto pericolosa», in serata, lasciando Montecitorio, ha spiegato che anche se sulle pensioni «il governo ancora rischia», e lui resta pessimista, «una strada alla fine è stata individuata. Ora bisogna vedere cosa dice l’Europa». Per il leader della Lega comunque «le pensioni di anzianità non si toccano». Quanto alla possibilità che la strada individuata possa incidere più in generale sulle pensioni, «io – ha voluto ricordare Bossi- sono sempre contrario a far pagare dieci volte chi ha già pagato».

    Bossi: «Governo a rischio»LEGA – Era stato proprio il numero uno del Carroccio, in precedenza, a spiegare che l’accordo sulle pensioni è molto difficile. Il momento è drammatico, lo definirei così». E alla precisa domanda sull’effettivo rischio di crisi il Senatùr aveva risposto tranchant: «Certo». Nelle ultime ore si è parlato anche dell’eventualità di un nuovo governo non più guidato da Berlusconi. «Noi – ha però commentato il capo del Carroccio – non facciamo governi tecnici. Se cade il governo si va alle elezioni per forza». Il Senatùr ha ribadito poi il no della Lega all’innalzamento delle pensioni a 67 anni: «Non è possibile, 67 anni non possiamo farlo per far piacere ai tedeschi. La gente ci ammazza». E ha ripetuto che per le pensioni «i 40 anni, non vanno toccati». «Si può trovare la quadra sullo scalone di Maroni?», gli hanno chiesto ancora i cronisti. «Dipende che vuol dire trovare la quadra…». «L’Europa vuole far fare un passo indietro a Berlusconi. Quello dell’Europa è un colpo contro Berlusconi» ha sottolineato ancora il leader della Lega. Che poi ha attaccato il neopresidente della Bce Mario Draghi: Le riforme chieste dall’Europa? «Chi fa quella roba lì è un italiano», ha detto il leader della Lega evocando la lettera della Bce e indirettamente uno dei due firmatari, l’italiano Mario Draghi. «L’Europa che parla italiano dice addirittura che bisogna privatizzare le farmacie, che sono comunali. Belle stupidaggini…».

    L’INVITO DI NAPOLITANO – E che la situazione sia grave per il governo è chiaro anche al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, che invita esecutivo e Parlamento a «Compiere tutte le scelte necessarie e definire le decisioni annunciate».

    UE – Dal fronte europeo arriva un comunicato che ricorda che il tempo sta scadendo. «La Ue aspetta una lettera di Berlusconi con impegni specifici sulle rapide misure per la crescita che l’Italia intende adottare, e finora non ha ancora avuto nessuna indicazione da Roma» ha detto il portavoce del presidente della Commissione Josè Barroso. Mercoledì prima del vertice Ue e dell’Eurozona, non ci sarà alcun vertice Ecofin come era stato annunciato. Lo ha confermato la presidenza polacca dell’Unione Europea. Il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, dichiara che l’Efsf va rafforzato perché abbia una potenza di fuoco sufficiente a evitare che l’effetto contagio della crisi del debito si estenda all’Italia.

    BERSANI-MARONI – Da segnalare nel pomeriggio un colloquio alla Camera fra il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, e il ministro dell’Interno Roberto Maroni. I due parlamentari hanno conversato per circa un quarto d’ora in Transatlantico. Bersani ha chiesto a Maroni se c’è l’accordo sulle pensioni e l’esponente leghista, come ha riferito lo stesso Bersani, ha risposto di non saperlo ancora.

    LA MAGGIORANZA – Il vertice di maggioranza della mattina non si era aperto sotto i migliori auspici. «Stiamo trattando, mi pare ci sia questa ipotesi» che il governo possa cadere «ma i margini di trattativa ci sono» aveva sintetizzato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli interpellato dai cronisti. «Tutti dobbiamo lavorare in comune per la salvezza comune, il problema è grave per tutta l’Europa e non solo per qualcuno». Il sottosegretario Gianni Letta cita al premio Alfredo Frassati questa frase del direttore della Stampa quando era ambasciatore a Berlino nel 1913 definendola attualissima. Gianni Letta ricorda che Antonio Giolitti nominò Frassati ambasciatore a Berlino prima della Grande Guerra e cita frasi che definisce di «grande assonanza con i tempi oggi». «La situazione – cita Letta – è grave ma non solo per l’Italia ma anche per la Germania e tutti dobbiamo lavorare in comune». Questo commenta il sottosegretario è un monito per la riunione di domani a Bruxelles per quanto la Commissione Europea deve affrontare. «Anche oggi – osserva Gianni Letta – ci sono motivi per lottare per un ideale e per ridare al Paese sviluppo e progresso che in certi momenti sembrano appannati».

    L’OPPOSIZIONE – Dall’opposizione arrivano però inviti a fare presto nell’approvare le misure necessarie. «La dichiarazione del presidente della Repubblica è un richiamo all’assunzione di responsabilità forte – ha commentato il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini – . Il governo, se c’è, deve evitare ogni ulteriore indugio e portare a Bruxelles le misure richieste a partire dalla riforma previdenziale». Il tema di una possibile nuova riforma delle pensioni genera, come prevedibile, l’irritazione dei sindacati. «Se siamo pronti a scendere in piazza? Non faremo passare un sopruso di questo genere» ha sottolineato il segretario della Uil Luigi Angeletti.

    Corriere.it – 25 ottobre 2011 20:32

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