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Aggressioni veterinari pubblici, le richieste Sivemp: valutazione dei rischi per le diverse categorie, affiancamento del dipendente, protocolli operativi con le forze dell’ordine, le Asl parte civile

La presidente SIVeMP e referente nazionale nell’Osservatorio Intimidazioni, Angela Vacca, ha partecipato ieri alla sessione plenaria dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie alla presenza del Ministro della salute, Orazio Schillaci, del Direttore della Direzione generale professioni sanitarie del Ministero della Salute, Rossana Ugenti, ai rappresentanti del Ministero dell’interno, Regioni, Inail, Fnomceo, Federsanità, Organizzazioni Sindacali. Il documento consegnato al Ministro e all’Osservatorio

La presidente SIVeMP ha rappresentato le particolari istanze dei veterinari di medicina pubblica e evidenziato una serie di proposte e misure correttive ai fini del miglioramento della legge 113/2020 “Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni”:

  • Rendere cogente per le aziende la presa in carico totale del dipendente in quanto esso lavora in nome e per conto dell’azienda, sollevandolo dal penoso iter conseguente agli episodi criminosi.
  • Affiancare il dipendente nei procedimenti penali, rendendo obbligatoria la costituzione di parte civile da parte delle ASL nel percorso giudiziario.
  • Ai fini di monitorare l’attuazione delle misure di prevenzione e protezione, le aziende nella predisposizione del DVR ai sensi del d.lvo 81/08, devono valutare il rischio aggressione per le diverse categorie operanti all’interno dell’azienda, tenendo in considerazione tutti i fattori che possono caratterizzarlo, ivi compresi i fattori organizzativi, gli obblighi istituzionali, gli ambienti di lavoro, previo coinvolgimento di un rappresentante delle categorie.
  • Evitare il lavoro in forma individuale, prevedendo la presenza di più persone almeno nelle situazioni e nei luoghi in cui è più facile che si verifichino reazioni da parte dell’utenza.
  • Prevedere protocolli operativi con le forze dell’ordine per gli interventi in territori a bassa legalità o in aziende considerate a rischio.
  • Avvio dei progetti di comunicazione istituzionale sull’importanza del rispetto del lavoro dei sanitari ad opera del Ministero della Salute ai sensi dell’articolo 3 della legge 113/20.

 

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