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Agricoltura biologica. L’Italia è sempre più bio e dopo anni d’attesa arriva il sì al testo unico. Il primo passo per una legge organica

Maurizio Tropeano. Ci sono voluti più di tre anni ma finalmente è arrivato il primo sì al testo unico sull’agricoltura biologica. È il primo passo che dovrebbe portare all’approvazione di una legge organica attesa da tempo e che sarà affiancato dal decreto che nelle prossime settimane dovrebbe essere approvato dal governo sui controlli e sulle relative sanzioni. Secondo Massimo Fiorio, primo firmatario del testo, «in attesa che venga approvato un regolamento comunitario – non sembra che la presidenza maltese riesca a raggiungere l’obiettivo – era necessario intervenire con norme organiche per affrontare le necessità di questo comparto sempre più redditizio».

Che cosa cambia

Il testo unico prova a mettere ordine soprattutto sul fondo per il sostegno del settore e della ricerca. Secondo Fiorio «si stabiliscono le modalità di copertura e le finalità tra le quali il sostegno alla banca dati per la tracciabilità delle produzioni. I distretti biologici, che si stanno diffondendo sul territorio nazionale, vengono riconosciuti come strumenti territoriali in grado di sviluppare strategie locali di promozione e di incentivazione delle agricolture biologiche e viene facilitata la certificazione per le aziende più piccole. Il testo unico riconosce il ruolo delle filiere produttive dell’agricoltura biologica.

I controlli

Secondo Fiorio «il combinato tra l’iniziativa parlamentare è quella del governo potrà dotare il comparto, nel giro di pochi mesi,di un impianto normativo in grado di rispondere alle richieste di innovazione e di garanzie per il consumatore». Gli uffici del ministero delle Politiche agricole stanno mettendo a punto il testo del decreto su delega del parlamento. Il ministro, Maurizio martina, non fa anticipazioni ma spiega: «La lotta alle frodi è un impegno quotidiano e non abbiamo intenzione di abbassare la guardia anzi vogliamo rafforzarla».

Nel 2015 sono stati effettuati dall’Ispettorato per ilo controllo della qualità e la repressione delle frodi oltre 2 mila verifiche su più di 1600 operatori. «Le principali frodi – spiega Martina – sono state scoperte proprio grazie a questo lavoro investigativo fatto insieme alla Guardia di Finanza e hanno portato al sequestro di circa 2 milioni di euro di prodotti contraffatti».

Base per lo sviluppo

Oggi in Italia oltre un ettaro su dieci è coltivato a biologico. Un settore in crescita – il comparto continua a registrare buone performance, specie nel canale della grande distribuzione, dove nel 2016 ha fatto registrare un aumento di oltre il 20% – su cui il governo e le Regioni hanno messo a punto un piano di investimenti che vale più di un miliardo e mezzo. Secondo Giorgio Mercuri, presidente dell’alleanza delle cooperative agroalimentari «l’adozione del Testo Unico del biologico è una buona notizia perchè potrà porre le premesse per uno sviluppo complessivo della produzione biologica del nostro paese». Ecco perchè «auspichiamo che l’iniziativa parlamentare possa seguire con successo l’esperienza della filiera del vino che ha visto lavorare in maniera coesa le varie sigle di rappresentanza del comparto riuscendo a pervenire in tempi brevi all’approvazione di una legge organica».

All’Ue si cerca un’intesa

Intanto a Bruxelles la presidenza di turno del Consiglio Ue, che fa a capo a Malta, ha messo a punto una bozza di documento di compromesso che sarà sottoposto agli esperti dei paesi nei prossimi giorni. L’obiettivo del governo maltese è di ottenere il via libera alla ripresa del negoziato con l’euro Parlamento e la Commissione per l’approvazione definitiva della riforma.

La stampa – 19 febbraio 2017 

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