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Alimentare, riparte il confronto A quasi un mese di distanza dalla rottura le parti torneranno a incontrarsi il 3 febbraio. Federalimentare riapre il tavolo

Dopo il campo minato delle 14 sedute tecniche senza esito, dopo la plenaria dello scorso 11 gennaio culminata in una clamorosa rottura delle trattative e le successive manifestazioni consumatesi nelle fabbriche di tutta Italia arriva il momento di tornare a discutere sul contratto nazionale dell’industria alimentare: Fai, Flai e Uila sospendono lo sciopero unitario programmato per domani e accettano l’invito di Federalimentare a riaprire il tavolo, mercoledì 3 febbraio, e andare avanti a oltranza per la firma.

L’appuntamento è a Roma per le ore 9,30. La mossa del disgelo sta in una mail che l’associazione confindustriale della categoria che dà lavoro a 400mila persone nella tarda mattinata di ieri ha inviato alle segreterie nazionali dei sindacati espressione di Cgil, Cisl e Uil. Un “signum pacis” che rimarcava la disponibilità del vicepresidente Leonardo Colavita «a riaprire il negoziato» per il rinnovo del contratto scaduto il 30 novembre 2015, chiedendo alle parti sociali di «revocare tutte le iniziative di mobilitazione» messe in atto. «Nel ritenere un valore aver riconquistato il tavolo per una trattativa a oltranza» Fai, Flai e Uila comunicano alle strutture territoriali di aver preso la decisione di «sospendere e non di revocare le iniziative programmate. Abbiamo comunicato tale decisione a Federalimentare e l’ha accettata». Ci si avvia insomma alla tanto sospirata stretta finale, con il tavolo che riparte esattamente dai nodi che ne avevano portato alla rottura: dalla distanza tra la piattaforma sindacale e le disponibilità delle aziende sul capitolo aumenti alla possibilità di derogare il Jobs Act, sino all’estensione degli stessi diritti per tutti i lavoratori – direttamente dipendenti e non – di un’azienda. Distanze che, per arrivare a chiudere, dovranno essere messe da parte a vantaggio di una sintesi.

«La proposta che Cgil, Cisl e Uil hanno da pochi giorni varato sui nuovi assetti contrattuali – auspica Stefano Mantegazza, segretario generale di Uila – e il rinnovato clima unitario che si respira all’interno del movimento sindacale, del quale la Uil è accanita sostenitrice, dovranno essere la nostra bussola nella fase finale del negoziato. Lavoreremo per un contratto fortemente inclusivo, cominciando a ricomporre le tante, troppe fratture che negli anni si sono ormai aperte all’interno dei siti produttivi».

Per il segretario generale di Flai Stefania Crogi, «le iniziative messe in campo con il blocco degli straordinari e della flessibilità e la straordinaria riuscita delle quattro ore di sciopero hanno colto un primo importante risultato. È chiaro che ora la fase più difficile sarà quella di ottenere risposte soddisfacenti rispetto ai contenuti della piattaforma presentata, in particolare in merito a salario, diritti e tutele per tutti i lavoratori e il principio dell’inclusività». Il commissario di Fai Luigi Sbarra annuncia: «Continueremo a lavorare con il rigore che ci ha fin qui contraddistinto, consapevoli degli ostacoli che ancora ci separano dal traguardo, ma anche coscienti del grande consenso che ci ha permesso di esercitare pressioni indispensabili a riaprire il dialogo. Da questo consenso deriva una grande responsabilità, che noi vogliamo esercitare in modo pragmatico, concreto e non ideologico».

Francesco Prisco – Il Sole 24 Ore –  28 gennaio 2016

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